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Pescara, 24/03/2026
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18/07/2013
Il Messaggero
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Imu, tempi più lunghi per la riforma. Sulla tassazione immobiliare verso una soluzione-ponte. Fassina: «L’abolizione è impossibile, vogliamo tutelare le fasce più deboli» |
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ROMA Tutte le ipotesi saranno passate in rassegna, ma è del tutto improbabile che dal vertice di maggioranza in programma per oggi esca una soluzione definitiva sull’Imu. Con l’approvazione definitiva da parte del Senato è stato appena convertito in legge il decreto che sospendeva la prima rata in pagamento a giugno; ora governo e partiti dovranno tentare di delineare lo scenario futuro, che per quanto riguarda il prelievo sugli immobili potrebbe prevedere a questo punto un assetto provvisorio per l’anno in corso e poi una riforma più organica da applicare a partire dal 2014. I NODI DA SCIOGLIERE L’incontro di stamattina però servirà innanzitutto a definire la questione Iva, più urgente perché vanno presentati alla Camera i relativi emendamenti. I nodi sono due: trovare le risorse per prorogare di altre tre mesi l’attuale livello dell’imposta ed eventualmente individuare una copertura alternativa rispetto a quella già definita per il rinvio dell’aumento da luglio a ottobre. Se il ministero riuscirà a mettere insieme un miliardo di risparmi è probabile che siano usati per la prima finalità; a quel punto per il restante miliardo resterebbe in piedi la copertura consistente nell’aumento degli acconti delle imposte dirette. Un aggiustamento potrebbe invece essere trovato sul tema della tassazione delle sigarette elettronica, sempre contenuto nel decreto “del fare” (che assicura comunque importi molto più piccoli): il prelievo del 58 per cento potrebbe essere sostituito con una tassazione fissa di 2 centesimi su ogni milligrammo di nicotina. I RISPARMI DI SPESA Una volta definiti questi aspetti, ed affrontato anche il tema degli aventuali aggiustamenti alle norme per il lavoro ai giovani, si potrà passare a discutere dell’Imu. Il primo obiettivo è naturalmente definire cosa succederà nel 2013: dato per scontato che la prima rata saltata a giugno non sarà messa in pagamento nemmeno a settembre, l’arco delle soluzioni va sulla carta dalla cancellazione totale voluta dal Pdl a ipotesi di rimodulazione. Trovare in una fase già avanzata dell’anno altri quattro miliardi, che dovrebbero arrivare da ulteriori risparmi di spesa, appare però impresa quanto mai ardua e al di là delle dichiarazioni di principio difficilmente sostenibile per gli stessi partiti. Già la metà sarebbe una cifra assai consistente, che permetterebbe di dimezzare il versamento dell’imposta per il 2013. Resta da stabilire se ridurlo con la stessa intensità per tutti i contribuenti, oppure procedere con una rimodulazione quale ad esempio l’incremento della detrazione base per abitazione principale, oggi a 200 euro. L’assetto finale della tassazione immobiliare sarebbe rinviato alla legge di stabilità, in occasione della quale sarà fatto il punto sulle risorse complessivamente disponibili per il 2014. Potranno essere prese in considerazione molte delle ipotesi emerse nelle settimane scorse: oltre all’eventuale cancellazione totale, anche l’ancoraggio dell’esenzione per abitazione principale all’Isee oppure il ricorso al parametro dei metri quadrati effettivi. Ovviamente queste soluzioni sono connesse alla riforma del catasto a cui nel frattempo dovrebbe essere dato il via con la legge delega sul fisco; una riforma che comunque avrà bisogno di alcuni anni per passare alla fase di attuazione.
Fassina: «L’abolizione è impossibile, vogliamo tutelare le fasce più deboli» ROMA «Non ci sono spazi per un’eliminazione totale dell’Imu. Cancellarla farebbe peggiorare l’iniquità sociale e le difficoltà economiche delle categorie più deboli». Alla vigilia della cabina di regia che si riunirà oggi per esaminare le soluzioni tecniche di copertura sull’Iva e l’occupazione ma che inevitabilmente allargherà il giro anche al tema dell’imposta sugli immobili, Stefano Fassina viceministro allo Sviluppo e responsabile economico del Pd, fissa alcuni paletti. «Siamo al governo con il Pdl ma rappresentiamo valori e classi sociali diverse. Noi vogliamo rappresentare e aiutare le classi medie che sono le più colpite dalla crisi. È chiaro - aggiunge - che bisognerà trovare un compromesso. Ma bisogna tenere conto che abbiamo limiti di finanza pubblica molto stretti e che non possiamo rischiare di compromettere priorità come evitare l’aumento dell’Iva e rifinanziare la cassa in deroga». Oggi la riunione di maggioranza. È il giorno delle decisioni? «Il tema della riunione è delimitato alle coperture già individuate per l’Iva e il pacchetto giovani. Immagino si parlerà anche d’altro, ma non sono in programma scelte risolutive né sull’Imu né sull’Iva». I tempi però sono stretti... «Non è un problema di tempi. La prossima scadenza per l’Imu è il 16 settembre». Quindi si valutano le alternative all’anticipo dell’acconto Irpef? «Sul tavolo ci sono voci di spesa e voci di entrata da esaminare. Nessuno è entusiasta dell’aumento dell’acconto, ma le alternative, in questo momento dell’anno e a programmi già avviati, sono difficili da trovare. Si peseranno i pro e i contro, sapendo che non ci sono soluzioni senza contro e che l’impatto sui conti è rilevante. Si farà una valutazione politica». Bisognerà pure uscire dall’incertezza prima o poi... «Il problema fondamentale è che la linea di politica economica europea non funziona. E non possiamo continuare a mettere delle pezze su un indirizzo che ci porta fuori rotta. Ci stiamo avvitando in una spirale fatta di recessione, disoccupazione e aumento del debito pubblico. Ogni bollettino della Bce o della Banca d’Italia non fa che posticipare la ripresa di sei mesi in sei mesi. È così da cinque anni. La ripresa non si vede perché la politica economica è sbagliata: finché non si interverrà per sostenere i consumi la ripresa resterà un miraggio». Così non si sposta altrove il cuore del problema? «Guardi che noi li facciamo i compiti a casa. Solo che se la rotta non è sostenibile, non producono risultati né in Italia né altrove. E la Banca d’Italia lo conferma con il dato drammatico sulla disoccupazione che è vista in aumento, per il sesto anno consecutivo, anche nel 2014 e arriverà al 13%. Lei capisce che se non correggiamo la rotta diventa surreale discutere di 500 milioni per l’occupazione giovanile». Quindi? «Bisogna giocare su tutti e due i piani, interno ed europeo». Restituendo l’Imu, gli italiani recupererebbero liquidità per i consumi, non crede? «Non esistono gli italiani. Esistono famiglie che hanno ricchezze e redditi molto diversi fra loro. E sappiamo che il 10% delle famiglie ha in mano il 50% della ricchezza complessiva. Noi vogliamo eliminare l’Imu per le famiglie che vivono con un reddito basso e non ce la fanno a pagarla. Cancellarla per tutti significa precludere la possibilità di evitare l’aumento dell’Iva anche dopo il 1° ottobre e mettere a rischio il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga. Interventi drammaticamente necessari».
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