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Data: 18/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Iva e Imu, il premier tenta il rilancio Bankitalia vede nero

Oggi la cabina di regia con i capigruppo della maggioranza Via Nazionale: Pil 2013 a -1,9% e disoccupazione al 13%

ROMA «Il lavoro obiettivo comune». E’ interesse dell’Italia che la Gran Bretagna si unisca e lavori con l’Unione Europea. Enrico Letta prende per mano Cameron e prova a riportare il Regno Unito a bordo della nave Europa. Del resto per il premier italiano, il viaggio a Londra doveva servire a spiegare il nuovo percorso dell’Italia e rassicurare gli investitori. «Ho trovato incoraggianti gli incontri alla City, c’è voglia di investire nel nostro Paese purché l'Italia sia stabile, si facciano le riforme strutturali e si lavori per ridurre la spesa e abbassare le tasse. Ho trovato fiducia e questo molto importante». Non lo aiutano i nuovi numeri di Bankitalia che rivedono ancora al ribasso le stime di crescita del 2013, ma il capo del governo, non demorde e guarda avanti. «Chiederò ai partiti del mio paese di continuare su questa strada altrimenti sarà impossibile ottenere la ripresa» ha spiegato, perfettamente consapevole che a Roma il suo gabinetto sta passando ore molto difficili. Cercando di non vedere «le nubi all’orizzonte» e con un pensiero tutto rivolto alle questioni economiche Enrico Letta torna in Italia. Oggi il suo governo è atteso per la cabina di regia con i capigruppo della maggioranza, incontro rinviato la scorsa settimana per via del mercoledì nero della Cassazione. Il primo confronto sarà sull’Imu che proprio ieri ha passato il vaglio del Senato facendo diventare legge lo slittamento estivo della prima rata. Ma il 15 settembre si avvicina e il ministro Saccomanni presenterà alcune ipotesi per il superamento della tassa sulla prima casa, con altrettante coperture che però non potranno sconfinare sul terreno del debito. Questo è il solo bollino che per il ministero dell’Economia dà la validità delle soluzioni sottoposte alla valutazione dei partiti, sia che riguardino l’aumento della franchigia fino a 600 euro come proposto dal Pd, sia nel caso di un’abolizione totale come indicato dal Pdl. Nel mezzo, anche la possibilità di ricalibrare la tassazione delle case di lusso e l’inserimento della fiscalità sugli immobili nell’ambito della più ampia Tares. L’altro capitolo, che i tecnici del Tesoro considerano anche più urgente, è quello dell’aumento dell’Iva. Ogni slittamento di tre mesi costa circa un miliardo di euro nella rincorsa alla parità di bilancio e le ultime stime del gettito hanno dato risultati poco incoraggianti. Ma la lista delle emergenze non si ferma qui perché la caccia alle risorse continua per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e per le altre coperture contestate dalla stessa maggioranza come gli anticipi dell’Irpef e dell’Irap. Un confronto che dovrà tenere ben presenti le ultimissime cifre diffuse ieri dal bollettino della Banca d’Italia che ha rivisto al ribasso la crescita per il 2013 con un meno 1,9 per cento, prevedendo uno scenario di ripresa «gravato da elevata incertezza». Il colpo di scure al Pil è in linea con quanto già esposto dal Fondo Monetario Internazionale, l’Ocse e le agenzie di rating, condizionato da una forte contrazione dell’attività economica nella prima parte dell’anno che sta rallentando i segnali di ripresa. Non basterà insomma la luce in fondo al tunnel, il segno positivo dello 0,7 per cento del 2014 (la stima del governo è dell’1,3). Previsioni poco incoraggianti arrivano anche dai consumi ancora giù e dalla disoccupazione che dopo aver raggiunto il record del 12 per cento, potrebbe arrivare l’anno prossimo al 13%.

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