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Pescara, 24/03/2026
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Data: 18/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pd: azzerare i vertici di Aca e Ater. Acerbo di Rifondazione: «Di Cristoforo appoggiato dal Pd, mezzo partito è assunto nell’azienda»

PESCARA Gli arresti di ieri innescano uno scontro tra Rifondazione comunista e Pd: «Gli arresti confermano che in Abruzzo la corruzione è sistemica e bipartisan: Di Cristoforo area Pd, Lancia uomo del centrodestra. Sono i sindaci del Pd», dice il consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo, «che hanno confermato Ezio Di Cristoforo, nonostante le inchieste già in corso, mica lo spirito santo. D’altronde», denuncia Acerbo, «mezzo Pd è stato assunto all’Aca». Dal Pd, Marco Rapino, vicesegretario, dice: «Il Pd chiede da tempo che la politica esca dalla gestione dell’acqua pubblica, e al tempo stesso chiede decisi passi indietro a chi ricopre incarichi di responsabilità nelle gestioni inefficienti. Lo abbiamo chiesto pubblicamente ad aprile, e torniamo a chiederlo anche oggi. Vanno individuati», prosegue Rapino, «strumenti che attraverso un forte controllo pubblico consentano di rimuovere i componenti dei cda di fronte a gestioni inefficaci. È necessaria una riforma che cambi radicalmente la governance del settore, che selezioni e promuova chi ha merito e competenza adottando modelli più efficienti che esistono in Italia e che altre Regioni da tempo stanno attuando. Crediamo inoltre che questo profilo riformista e innovatore debba essere esteso a tutto il panorama degli enti strumentali. Chiediamo l’azzeramento dei vertici degli enti coinvolti, esprimendo la massima fiducia nell’operato della magistratura e contando sul fatto che le persone interessate possano dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati». Il consigliere regionale Carlo Costantini del Movimento 139 dice: «L’inchiesta della procura di Pescara – alla quale sento, da cittadino pescarese, di dover rivolgere il mio più profondo senso di gratitudine per avere avuto la capacità di scoperchiare un enorme “verminaio” – rappresenta una goccia nel mare degli imbrogli colossali ed impuniti che hanno caratterizzato la gestione del settore. La notizia dell’arresto dei vertici dell’Aca giunge all’indomani dell’ennesimo rinvio del Consiglio regionale sullo stato di salute degli impianti di depurazione regionali, disposta martedì per mancanza del numero legale. E aiuta a capire le cause del livello di inquinamento così elevato dei fiumi e del mare abruzzese». Intervengono anche i sindacati: «È del tutto evidente», dicono Domenico Ronca della Filctem-Cgil e Gianni Cordesco della Uiltec-Uil, «che i lavoratori dell’Aca non sono solo vittime di questa situazione, ma, addirittura, riunitisi in assemblea sindacale esattamente un mese fa, hanno dichiarato con decisione unanime lo stato di agitazione per ottenere un incontro con la direzione aziendale, incontro che non c’è mai stato, proprio sulle questioni della gestione delle risorse finanziarie, ritenendo non ci fosse la chiarezza necessaria su alcune voci di bilancio; chiarezza e trasparenza, al contrario, indispensabili, in una società pubblica che gestisce un servizio essenziale». «Siamo soddisfatti», dice l’associazione di consumatori Codici, «perché i cittadini da troppo tempo pagano sulla propria bolletta dell’acqua interessi di pochi privati che da anni fanno della nostra acqua un bene da gestire come fosse proprio. Ma non basta. Oggi i sindaci soci azionisti dell’Aca devono dimostrare di voler cambiare veramente rinnovando la gestione dell'aca spa perché dentro l’Aca c’è ancora tanto da scoprire».

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