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Pescara, 24/03/2026
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Data: 18/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Toscani nel mirino, il sindaco lo ignora. Il fotografo aveva detto «L’Aquila va lasciata crollare»

Questa volta anziché l’occhio della sua macchina fotografica, Toscani ha preferito usare il «verbo» per provocare il solito e forse un po’ inflazionato effetto choc. Ha detto che L’Aquila va lasciata crollare come una prostituta, che deve diventare come Pompei. Non ha fatto i conti però con due fattori: gli aquilani e soprattutto il fatto che la città è in lizza quale capitale della Cultura europea. Stefania Pezzopane dunque non ci sta e neanche gli abitanti della città invisibile che si sono sfogati su facebook. Il sindaco Massimo Cialente, invece, preferisce ignorare il Toscani di turno: «Carneade, chi era costui?», per dirla con Manzoni. Dicevamo, Dio perdona, la Pezzopane no. «Di noi Toscani non ha capito nulla - attacca la senatrice -. Siamo stanchi sì, ma di chi viene a fare le passerelle mediatiche, di chi sfrutta la nostra città come set per rinverdire una notorietà offuscata, di chi usa le sue ciniche provocazioni solo per e senza mai dare nulla, di chi si erge sopra un piedistallo il gusto dei titoli sui giornali, di chi viene solo a pontificare. Siamo stanchi di sopportare le offese di chiunque, di chi oltraggia le nostre intelligenze e anche la sensibilità e la solidarietà di tanti italiani, invece, che ci hanno teso una mano». «Ma cosa ne sa dell’Aquila Oliviero Toscani? Soprattutto cosa ne sa dei nostri ragazzi di 20 anni? Li ha visti, li ha conosciuti, ci ha parlato? Forse avrebbe capito che sono stati loro i primi a voler tornare all’Aquila, una città che considerano madre e non meretrice. Non ci trasformeremo in una città fantasma al servizio di fotografi, turisti delle macerie, o approfittatori mediatici». Su facebook, gli aquilani benpensanti, e non, si sono sbizzarriti confezionando colorite espressioni anti-Toscani.

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