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Pescara, 24/03/2026
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Data: 19/07/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La crisi dell'Arpa - «La Regione indaghi sui conti dell’Arpa» I sindacati: «Tagli ai servizi e premi ai dirigenti»

PESCARA «In un momento così difficile per le famiglie e le imprese abruzzesi, trovo sconcertante che ci sia questo balletto di cifre per milioni di euro sui debiti e sui presunti crediti dell’Arpa, una delle società partecipate più importanti della regione, con riflessi enormi sui servizi e sui costi che i cittadini devono sopportare». Sui conti dell’azienda pubblica di trasporti Lucrezio Paolini, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, vuole vederci chiaro. Sollecita l’apertura di un’indagine conoscitiva e ieri mattina ha presentato all’Aquila una formale richiesta al presidente della IV commissione consiliare Nicola Argirò, affinché si faccia chiarezza sulla situazione finanziaria dell'Arpa e al tempo stesso sulle ragioni che stanno ritardando la fusione delle aziende di trasporto pubblico su gomma, fusione prevista dalla legge regionale n. 1 del 2012. «L’Arpa è alla canna del gas: i bilanci sono in perdita e gli stipendi a rischio», dicono Franco Rolandi e Luciano Lizzi; i due segretari regionali della Filt Cgil e della Faisa Cisal hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale e attivato le procedure di raffreddamento, anticamera dello sciopero. «È un passaggio obbligato - spiegano - dopo gli allarmanti dati accertati nel bilancio 2012 e le preoccupanti dichiarazioni del presidente Massimo Cirulli. Solo nel 2012 le perdite dell’Arpa sono state di oltre cinque milioni di euro, per un totale di oltre 10 milioni di disavanzo nell'ultimo triennio. I debiti verso banche e fornitori ammontano a circa 43 milioni di euro». Di positivo c’è la riduzione del costo del personale (quasi due milioni di euro in meno rispetto al 2011), frutto del taglio al numero dei dipendenti, passati da 1.022 a 929. Rilevante è anche il risultato conseguito sul versante delle entrate, con un incremento della vendita di titoli di viaggio di oltre un milione 200 mila euro rispetto all'anno precedente, nonostante la riduzione dei servizi al pubblico. C’è poi il capitolo dei 19 milioni di crediti inesigibili verso la Regione. «È una vicenda torbida e squallida - affermano Rolandi e Lizzi - che nasconde vecchie gelosie e frizioni mai sopite tra gli amministratori e i dirigenti delle tre imprese di trasporto, costrette loro malgrado a dialogare per realizzare il progetto di azienda unica». In questa situazione difficile, in cui si prospettano tagli ai salari dei dipendenti e sensibili riduzioni dei servizi , i sindacati giudicano inaccettabile che «la società Arpa si appresti, anche quest'anno, a riconoscere al personale dirigente un cospicuo premio di risultato di decine di migliaia di euro». Il conto alla rovescia per gli scioperi è già scattato.

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