PESCARA «L'Arpa è alla canna del gas: i bilanci sono in perdita e gli stipendi a rischio, mentre il presidente premia i dirigenti per i “brillantì risultati conseguiti”». È quanto denunciano Filt-Cgil e Faisa-Cisal, che annunciano lo stato di agitazione di tutto il personale per protestare contro la società e contro la Regione. Intanto il consigliere regionale Lucrezio Paolini (Idv) ha richiesto l'avvio di un'indagine conoscitiva sulla situazione finanziaria dell'azienda regionale di trasporti. I segretari regionali di Filt-Cgil e Faisa-Cisal, Franco Rolandi e Luciano Lizzi, parlano di «passaggio obbligato dopo gli allarmanti dati accertati nel bilancio 2012: «Oltre 5 milioni di perdite per un totale di oltre 10 milioni di disavanzo nel triennio (2010-2012); debiti verso banche e fornitori per circa 43 milioni». Filt e Faisa si concentrano anche sui «tanti milioni di euro di crediti inesigibili nei confronti della Regione da parte di Arpa» e sulla «cura» proposta dal presidente del'azienda, Massimo Cirulli, che prevede il «licenziamento di 30 impiegati, l'esercizio di autolinee ad agente unico a scapito della sicurezza, il taglio di tutti i chilometri non contribuiti e interventi sul nastro lavorativo dei dipendenti, che dovrebbero lavorare su un impegno di oltre 12 ore al giorno».