Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.587



Data: 19/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Iva e Imu, accordo ancora lontano. Riunita la cabina di regia governo-maggioranza. Rimangono le differenze sull’imposta sulla prima casa

ROMA «Superare o cancellare l'Imu». Questi due verbi continuano a tenere distanti Partito Democratico e Popolo della Libertà. Anche dopo la cabina di regia sui temi economici che, considerata l'aria che tira in questi giorni, ha superato la prova in un clima di collaborazione. «Sono emersi forte sostegno politico, unità d'intenti e larga condivisione» certifica la nota diffusa dopo due ore di confronto a palazzo Chigi con il premier Letta, il vice Alfano, i ministri Saccomanni, Franceschini e Delrio e i capigruppo della maggioranza. Il Kazakistan è rimasto fuori dalla porta, i provvedimenti di natura economica superano tutto in corsia di emergenza, anche sulla scorta della blindatura del governo che ieri mattina arrivava dal Quirinale. Il primo impegno riguarda un'accelerazione al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nel rispetto della data di legge del 31 agosto, cercando di anticipare il più possibile a quest'anno una parte dei 20 miliardi dovuti. Una sollecitazione che era diventata «una supplica al signor presidente del Consiglio» fatta da Brunetta in occasione dell'ultimo question time con Letta. Sull'Imu la questione invece e meno chiara perché resta una generica promessa a studiare «soluzioni strutturali per il superamento dell'imposta sulla prima casa nell'ambito di una revisione della tassazione sugli immobili» entro il 31 agosto. Apertura, confronto collaborazione: la fotografia del metodo di lavoro adottato fatta dal ministro Saccomanni che tuttavia non trova riscontro nella posizione del suo vice Fassina che considera nulli gli «spazi per l'eliminazione totale dell'Imu» e in ogni caso la sua cancellazione «farebbe peggiorare l'iniquità sociale e le difficoltà economiche delle categorie più deboli». Ci si orienta sul varo di una norma ponte che aumenti le detrazioni in franchigia da 200 a 600 euro, per poi far scattare dal primo gennaio del 2014 la “service tax”, la nuova imposta che riassumerà l'Imu, la Tares e l'addizionale comunale. Il capogruppo del Pdl Brunetta però al termine della riunione la smentisce: «L'unica strada è la riforma strutturale della fiscalità sugli immobili in cui la tassa sulla prima casa è abolita». Una lettura che poi non trova riscontro nel Pd, perché il capogruppo Speranza insiste che «il 50 per cento del gettito di 4 miliardi è costituito dalle case di pregio e non è possibile rinunciarvi. Quindi bisogna far pagare la tassa sulla casa in modo progressivo dove chi ha di più, deve pagare di più». La lunga lista delle priorità comprende poi un nuovo slittamento a fine anno dell'aumento dell'Iva, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e risolvere la grana della quota annuale degli esodati rimasti impigliati nella riforma Fornero. «Dobbiamo evitare una manovra d'autunno» è il monito del segretario della Cgil Susanna Camusso, che «pur apprezzando l'impegno su Cig ed esodati, sull'Imu il governo non ha il coraggio di fare una scelta».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it