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Pescara, 24/03/2026
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Data: 19/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Imu-Iva il governo prende tempo. Le soluzioni entro il 31 agosto. Casa Dal maxi-sconto ai redditi ecco tutte le ipotesi

ROMA Riunione interlocutoria tra governo e maggioranza sui nodi dell’Imu, dell’Iva e degli altri provvedimenti economici da varare entro l’autunno. «Forte sostegno politico, unità d’intenti e larga condivisione» sono emersi nel corso della discussione alla quale hanno partecipato il premier Enrico Letta, il vice Angelino Alfano, i ministri Saccomanni, Franceschini e Delrio, il sottosegretario Filippo Patroni Griffi e i capigruppo di maggioranza in Parlamento, afferma il comunicato finale di Palazzo Chigi. Ma nella sostanza si è preso tempo e ci si è limitati a «confermare l’impegno - entro il 31 agosto - a imprimere un’accelerazione al pagamento dei debiti Pa, a fornire soluzioni strutturali per il superamento dell’Imu sulla prima casa nell’ambito di una revisione della tassazione sugli immobili, a individuare le coperture per evitare l’aumento dell’Iva dal 1° ottobre» e a rifinanziare la Cig in deroga affrontando nel contempo la questione esodati.
ANCORA LONTANI

Come si raggiungerà il risultato è ancora tutto da decidere. Tuttavia, dati i tempi politicamente tormentati, il ministro Saccomanni twitta con una certa soddisfazione: «Apertura, confronto, collaborazione: un nuovo metodo di lavoro consolida i rapporti tra governo e maggioranza». E Graziano Delrio ha manifestato la preoccupazione di assicurare entrate certe agli enti locali: «I Comuni hanno bisogno di certezze per fare i loro bilanci», ha sostenuto.
Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, dà la sua chiave di lettura: «Nessuna ipotesi ponte, si è scelta la strada originaria: entro il 31 agosto verrà varata la grande riforma della tassazione immobiliare e all’interno di questa riforma, l’Imu prima casa verrà cancellata. Sarà istituito un tavolo tra maggioranza e ministero del Tesoro per elaborare il testo». Un’affermazione che suona come risposta a Stefano Fassina, viceministro dell’Economia, che, intervistato dal Messaggero, aveva sostenuto l’opposto: «L’abolizione è impossibile, vogliamo tutelare le fasce più deboli», non dimenticando quindi lo stop all’Iva e il rifinanziamento della Cig in deroga. Concetti ribaditi dal capogruppo Pd Roberto Speranza: «Occorre mettere soldi nelle tasche di chi ha di meno, per questo non è possibile rinunciare interamente ai 4 miliardi di gettito dell’Imu prima casa». Ma il pressing Pdl non si ferma, con Daniele Capezzone che chiede «più coraggio sulle coperture che devono arrivare da tagli di spesa». Palazzo Chigi rimane in bilico, fino a quando si vedrà.

Casa Dal maxi-sconto ai redditi ecco tutte le ipotesi. Avanza la possibilità di un tributo
che includa Tares e addizionale Irpef

ROMA L’approdo finale più probabile resta quello di un’unica tassa comunale sui servizi, che in prospettiva potrebbe assorbire non solo l’Imu e la Tares, ma anche l’attuale addizionale Irpef. Ma nonostante la volontà del governo di rispettare i tempi previsti, il percorso potrebbe non essere del tutto lineare. E dunque resta in campo l’ipotesi di un intervento di rimodulazione basato sull’aumento dell’attuale detrazione sull’abitazione principale, meccanismo che eventualmente potrebbe essere applicato in via provvisoria alla fine dell’anno se non sarà possibile far partire da subito il nuovo assetto.
Ma le variabili tecniche che entrano in questa partita sono diverse e ne condizionano l’esito finale. La prima è naturalmente la disponibilità di risorse finanziarie. Nel voluminoso dossier presentato dal ministro dell’Economia all’incontro di ieri mattina sono elencate tutte le possibilità, compresa la cancellazione totale per le prime case, che costa 4 miliardi. Vengono poi passate in rassegna alcune ipotesi di rimodulazione, con la detrazione base diversamente graduata oltre gli attuali 200 e fino a 600. Ma si considera anche la possibilità di arrivare a definire per altra via l’esenzione totale o parziale dal tributo: o attraverso la ricchezza familiare misurata con l’Isee, o in base al numero dei componenti della famiglia e dei metri quadrati dell’abitazione.
Per le varie soluzioni è specificato il relativo costo; sono indicate in maniera dettagliata anche una serie di possibili riduzioni di spesa che toccano i programmi di uscita e i bilanci dei ministeri con l’esclusione di alcune voci quali il sociale, l’istruzione, gli investimenti innovativi.
Siccome il governo deve trovare anche le risorse finanziarie necessarie a rinviare di altri tre mesi, da ottobre a gennaio 2014, l’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria dell’Iva (un miliardo) le possibilità che si possa arrivare all’abolizione totale voluta dal Pdl appaiono remote. La soluzione - in particolare per quest’anno - andrà cercata nel mezzo: il beneficio complessivo per i contribuenti potrebbe quindi aggirarsi intorno ai due miliardi.
IL LAVORO GIÀ FATTO
Sul piano più strettamente tecnico il lavoro non è semplice ma si può avvalere di studi già messi a punto in precedenza. C’è ad esempio il database dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che permetterebbe di ricavare stime di valore degli immobili più vicine a quelle di mercato senza attendere che sia completata la riforma del catasto. Anche l’Ifel, il centro studi dei Comuni, ha già definito una proposta per l’istituzione di un tributo unico che toccherebbe non solo i proprietari ma anche gli inquilini e coloro che comunque dispongono di un’abitazione.

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