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Data: 19/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse, Confindustria attacca il governo. Il direttore Cappelli: a livello nazionale si registra ormai la chiara volontà di non far rinascere questo territorio

L’AQUILA «Il governo conferma di non avere a cuore le sorti della città. A livello nazionale si registra la chiara volontà di non far rinascere questo territorio». Parole dure, senza mezzi termini, quelle del direttore provinciale dell'Unione industriali, Antonio Cappelli, che bolla l'articolo 11 bis della norma sul lavoro, con cui si chiede alle imprese la restituzione totale delle tasse sospese dopo il terremoto come «una beffa, l'ennesimo tentativo di scippo da parte del governo». Una norma bloccata a suon di contestazioni a dicembre scorso, sul filo di lana. Poi, stralciata dalla legge comunitaria, dopo un muro contro muro con i politici locali, associazioni di categoria e sindacati. «Come un fulmine a ciel sereno», evidenzia Cappelli, «la norma killer per le imprese, seppure leggermente modificata, è stata reinserita nella legge sul lavoro. Il governo forse deve fare cassa o tale manovra ha radici politiche: difficile dirlo. Sta di fatto che per un errore dello Stato, che a fine dicembre 2011 non ha inviato tutta la documentazione necessaria all'Unione europea, che ha aperto una procedura di infrazione, a pagare saranno gli aquilani e le imprese». Cappelli incalza: «Mi auguro che l'articolo 11bis, che riconosce i soli danni materiali subìti dalle imprese, venga bloccato in Senato. Ma è assurdo dover correre ogni volta ai ripari e chiedere che una norma venga stralciata da un testo di legge per, poi, ritrovarsela a sorpresa sul banco della discussione parlamentare. Avvertiamo la netta sensazione che il governo voglia schiacciare il tessuto economico locale. Il che vuol dire non ricostruire la città e far morire questo territorio». Due settimane fa associazioni di categoria e organizzazioni sindacali avevano chiesto un'audizione in Parlamento «per chiarire la situazione economica dell'Aquila e porre l'attenzione sui problemi che sta vivendo il sistema imprenditoriale locale». Convocazione che, al momento, non è arrivata. «Non vogliamo sconti, né vantaggi di sorta», tiene a precisare Cappelli, «ma il Governo deve capire che non si possono quantificare i danni subìti dalle imprese solo dal punto di vista materiale. Per il fatto di operare in un territorio terremotato, le nostre aziende sono penalizzate e svantaggiate». A Cappelli fa eco il presidente del Comitato piccole e medie imprese di Confindustria L'Aquila, Guido Cantalini: «Assistiamo ancora a un tentativo di scippo del governo nei confronti delle aziende aquilane. Dopo lo stralcio, di qualche giorno fa, dell'articolo 35 dalla legge europea, il governo riparte all'assalto con l'articolo 11 bis, infilato in una legge sul lavoro che ha poco a che fare con l'Europa. A parole i rappresentanti del governo dichiarano solidarietà e vicinanza all'Aquila, ma nei fatti vanno nella direzione opposta. Attendiamo ancora il decreto di conferma della graduatoria sulla zona franca per poter usufruire subito degli aiuti».

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