La lettura del verbale del Comitato Via non lascia spazio a dubbi: è un preavviso di rigetto della richiesta di valutazione di impatto ambientale per la filovia sulla strada parco. Il mese di tempo concesso a Gtm per presentare nuova documentazione sui punti nevralgici del progetto, dalle barriere architettoniche all’inquinamento acustico, all’effetto benefico sulla qualità dell’aria, è soltanto un passaggio tecnico e formale. A questo punto soltanto un miracolo potrebbe cambiare quello che si annuncia come un verdetto annunciato.
Il commento più appassionato, il giorno dopo, è quello di Claudio Ferrante, presidente dell’associazione di disabili Carrozzine determinate: «Marciapiedi stretti con pali posizionati al centro - scrive -, pendenze pericolose e scivoli inesistenti. Le persone con disabilità non potranno mai prendere quel filobus. Quell’opera offende la dignità umana e colpisce le pari opportunità. Sono stato ore a convincere il Comitato Via, insieme ad altre associazioni e al Wwf, sono felice di essere stato ascoltato».
Riconosciute, secondo il Wwf che comunque contava su uno stop al progetto senza i tempi supplementari concessi alla Gtm, le ragioni di chi da anni si batte contro un appalto fortemente viziato: «Le criticità sono così evidenti da giustificare un immediato provvedimento di rigetto - dice Loredana Di Paola a nome dell’associazione. Non c’è nulla che si possa sanare. Resta inteso che l’auspicio è quello di poter avere al più presto un sistema integrato di trasporto pubblico effettivamente utile alla collettività, adottato con modalità partecipate e procedure trasparenti».
Secondo Mario Sorgentone, dell’associazione Strada parco, l’ostacolo definitivo all’approvazione del progetto sarà l’analisi del rapporto costi-benefici: «Ci auguriamo - aggiunge - che gli assessori al bilancio, Masci, e ai trasporti, Morra, con senso di responsabilità vogliano predisporre uno studio di fattibilità, oggi inesistente. La nuova decisione del Comitato Via dovrebbe finalmente indurre l’amministrazione comunale a rivedere il pervicace rifiuto a riportare il mercato sulla strada parco».