L'AQUILA Stralciato, di nuovo, l'emendamento sulla restituzione delle tasse da parte delle imprese aquilane. Ieri mattina, nella discussione in Senato, l'articolo 11 bis è stato estrapolato dalla legge sul Lavoro. Ennesimo salvataggio in calcio d'angolo, come già avvenuto due settimane fa. Le associazioni di categoria sono infuriate e criticano aspramente il comportamento del Governo tacciato di «remare contro L'Aquila». Quella dell'emendamento-killer, com'è stato ribattezzato, sembra una storia senza fine. A dicembre scorso, grazie alla sollevazione di scudi degli aquilani, è stato bloccato e momentaneamente sospeso dal Governo, che lo ha riproposto nella legge Comunitaria, sotto il nome di articolo 35. Ancora una battaglia per ottenere un nuovo stralcio dalla norma in approvazione al Senato. Quando il problema sembrava ormai risolto, la doccia fredda: il Governo ha ripresentato l'emendamento nella legge sul Lavoro. Solo grazie al pressing dei parlamentari abruzzesi è stato accantonato di nuovo. Le imprese non dovranno restituire il totale di tasse e contributi sospesi dopo il sisma del 2009. Un annuncio, tuttavia, dato e, poi, sconfessato a più riprese. «Ieri l'emendamento che riproponeva una complicata limitazione all'abbattimento del 60% della restituzione delle tasse, da parte delle imprese abruzzesi e di Marche, Umbria e Molise, è stato stralciato dal testo di legge in approvazione», è stato l'annuncio di Giovanni Lolli, ex parlamentare del Pd. «Questo risultato è il frutto della mobilitazione delle forze sociali e del collegamento che siamo riusciti a creare con le istituzioni delle altre regioni coinvolte e del prezioso lavoro svolto dalla senatrice Stefania Pezzopane, e dal sottosegretario, Giovanni Legnini. Secondo Lolli «è ora necessario organizzare un tavolo tra le istituzioni delle 4 regioni, rappresentanti delle forze sociali e Governo, per stabilire assieme il modo migliore per affrontare questa questione, in modo da rendere inefficace la minacciata procedura di infrazione europea senza colpire, in un modo che sarebbe devastante, imprese e lavoratori autonomi, già ampiamente penalizzati dal terremoto». Critica la posizione delle associazioni di categoria, che chiedono la convocazione immediata di un incontro con il Governo, in particolare con il ministero delle Finanze e dello Sviluppo economico. «Stigmatizziamo il comportamento del Governo», afferma il presidente di Confindustria della provincia dell'Aquila, Fabio Spinosa Pingue, «che, con un andamento altalenante, continua a colpire il nostro territorio, reinserendo e stralciando, ogni volta, un emendamento letale per le imprese. È come subire continue scosse di assestamento, che non danno alcuna sicurezza e minano il già precario equilibrio economico di un territorio piegato dalla crisi». Per Luciano Mari Fiamma, presidente di Api-industria L'Aquila, «il problema tasse deve essere normato definitivamente. Non è più possibile assistere a questi teatrini: chiediamo un incontro urgente con il Governo, chiamato a definire la questione una volta per tutte. Il comportamento tenuto finora dimostra assoluta indifferenza verso una città e un comprensorio che stanno soffrendo moltissimo, con centinaia di piccole e medie aziende in difficoltà, che vivono con la spada di Damocle sulla testa»