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Pescara, 24/03/2026
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Data: 21/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Mani esterne sul gruppo Tercas». Salta il tavolo convocatodalla Provincia di Pescara per i sindacati è allarme

PESCARA Il tavolo convocato dal presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, è saltato per la indisponibilità dei vertici della banca. Doveva tenersi ieri per fare il punto sul caso Tercas: conti, ricapitalizzazione, nuovo assetto societario. E invece a parlare sono stati i sindacati che dietro il silenzio del commissario e delle istituzioni non vedono nulla di buono. Anzi, temono il peggio.
E cioè che il più importante istituto di credito abruzzese possa essere finito nel mirino di qualche importante gruppo nazionale, con il rischio di perdere autonomia e posti di lavoro, mentre il tentativo di salvataggio affidato alle quattro fondazioni annaspa.
IL GOVERNATORE
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi continua a seguire da vicino la trattativa per l’autonomia ma non vuole commentare la situazione: ai primi di giugno sembrava si fosse vicini a una soluzione. Invece no. La sensazione diffusa è che manchi all’appello qualcuna delle quattro fondazioni abruzzesi. E così l’operazione non può scattare. Testa invece minimizza invece sul rinvio dell'assemblea: «L'incontro di ieri è saltato per la indisponibilità dei vertici Tercas, presi da altri impegni. Non c'è nessun retropensiero in questo. Per quel che mi riguarda ho già riconvocato i sindacati per martedì».
La sostanza però non cambia: per salvare l'istituto che ingloba la Caripe di Pescara servono 50 milioni di ricapitalizzazione da sborsare subito e almeno altri cento per rilanciarlo sul mercato. Sono comunque in molti a credere che entro fine mese qualcosa accadrà, mentre prosegue il pressing sulle fondazioni bancarie delle quattro province.
«NESSUN MIGLIORAMENTO»
Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil, esprime due preoccupazioni: «La prima riguarda la sorte dei 1.250 lavoratori del gruppo Tercas, dopo la trattativa già fatta con l'azienda per la riorganizzazione del personale. La seconda è strettamente legata alle ricadute sullo sviluppo economico e sociale della regione. Pensiamo ad esempio al problema del credito, con tutte le conseguenze sulle famiglie e le imprese». Di Cesare tocca anche un'altra questione: «Gli ultimi dati dicono che dopo il commissariamento non c'è stato alcun miglioramento nei conti dell'istituto. Di solito succede il contrario. Chiediamo lumi».
Intanto anche per i sindacati c'è bisogno di una forte ricapitalizzazione per rimettere in piedi il gruppo. E i soggetti in campo non sono soltanto le quattro fondazioni. A stringersi attorno all'operazione salvataggio vengono chiamati anche le imprese abruzzesi, Bankitalia, il Ministero del Tesoro e la Regione. Dice ancora il segretario della Cgil: «L'Abruzzo non può andare al tavolo nazionale senza una sua capacità di proposta che va confrontata con il potere romano. E questa operazione deve condurla il presidente Chiodi».
RESPONSABILITA’
Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl, vorrebbe vedere cadere qualche testa: «Sul caso Tercas vanno intanto chiarite le responsabilità, chi ha sbagliato è giusto che paghi. Si tratta del sistema bancario più importante della nostra regione. Altrettanta chiarezza va fatta sulla ricapitalizzazione della banca. Lo sforzo maggiore deve venire dalle fondazioni. Sarebbe un danno perdere il controllo delle due grandi banche di Teramo e Pescara, anche se abbiano l'impressione che le due fondazioni si stiano tirando indietro». Ai sindacati non piace neanche il silenzio assordante dei palazzi: «La politica -osserva Spina- , a partire da Chiodi, deve esprimere una posizione chiara. Capiamo la discrezione che solitamente accompagna certi processi, ma in questo caso temiamo che il silenzio favorisca una soluzione esterna: vedrete che entro fine mese questa situazione porterà alla cessione della banca a terzi».
Rammarico per l'assemblea di ieri andata a vuoto è stato espresso anche da Maurizio D'Antonio, della Uilca-Abruzzo: «Ci aspettavamo altro dall'incontro convocato per il 20, invece è arrivata la revocata dell'assemblea. Oggi quello che ci preoccupa di più è proprio la mancanza di dati certi».

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