Verso una holding comunale delle società municipalizzate? Nata a Roma ai tempi di Veltroni, rilanciata poi da Alemanno – e contrastata dall’opposizione – l’idea viene ripresa ora, anche se con prudenza, da Ignazio Marino. “Non posso dire quale sia la posizione della giunta. Ma è un modello seguito in altre città, come Vienna e Zagabria, che così hanno risolto diversi problemi”, ha spiegato il nuovo sindaco.
Un netto rifiuto di qualsiasi passo in questa direzione è arrivato però dalla Cgil di Roma e del Lazio: "La nostra organizzazione, a distanza di più di un anno, non cambia idea – ricorda oggi il segretario generale Claudio Di Berardino –. E ribadiamo il nostro deciso no al progetto della holding comunale e alla facilitazione di processi di privatizzazione”.
“Su questi temi – continua – si sono susseguite lo scorso anno una serie di proteste: lo sciopero dei trasporti, la manifestazione dei lavoratori di Acea, una manifestazione che ha visto la Cgil scendere in piazza insieme alla forze politiche di opposizione e ai movimenti”.
E ancora: “A Roma, la qualità di vita dei cittadini e dei lavoratori non è cambiata, è semmai peggiorata per via della crisi. Non sussistono dunque i presupposti per giustificare scelte a favore della creazione della holding. La giunta capitolina si preoccupi invece di mettere le aziende nelle condizioni di fornire servizi adeguati e operare con un management capace rimuovendo i responsabili dello sfascio di molte delle società municipalizzate: nessuno di loro è stato infatti rimosso”.
“La prossima settimana – conclude – la Cgil e le categorie della Fp, Filctem e Filt illustreranno in una conferenza stampa precise proposte di merito per preservare il ruolo pubblico e rendere la gestione delle aziende trasparente ed efficiente”.