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Data: 22/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Scosse in Adriatico, paura fino in Abruzzo. Sisma nel mare di Ancona alle 3.32 di domenica. Pochi danni, ma panico tra i turisti nelle Marche: disdette e partenze

ANCONA Notte di paura nelle Marche per la scossa sismica di magnitudo 4,9 avvertita alle 3.32 di domenica mattina, seguita da una serie di repliche tra cui un altro movimento tellurico intorno alle 5 di magnitudo 4, con epicentro in mare tra Sirolo, Loreto, Numana, nel cuore della Riviera del Conero. La prima scossa è stata avvertita in tutta la costa adriatica fino in Abruzzo e molti sono rimasti impressionati dalla coincidenza dell'orario, le 3:32, con il sisma de L'Aquila del 2009. Tanto panico, ma nessun danno significativo a persone o cose: è scesa in strada ad Ancona, Numana, Sirolo, Loreto, Porto Recanati, ma anche in località più a sud come Civitanova Marche o dell'entroterra. Moltissime le telefonate ai vigili del fuoco e alla protezione civile per avere informazioni. Molte anche le chiamate al 118, ma non per chiedere soccorso, bensì per attacchi di panico e stati di ansia. I marchigiani però poi sono tornati quasi tutti a casa: loro il terremoto lo conoscono bene, ci convivono da secoli e lo hanno «incontrato» da vicino varie volte negli ultimi 40 anni: in particolare con il sisma di Ancona del 1972 e quello del 1997 che colpì Marche e Umbria. Le scosse dell’altra notte sono le ultime di una sequenza di 57 eventi sismici dal 14 luglio scorso (non sempre percepiti dalla popolazione) e sono state seguite da un'altra ventina, di magnitudo tra 2.0 e 2.8. Immediatamente allertato il sistema della protezione civile regionale, con una prima riunione dopo la scossa delle 3:32 e un'altra in mattinata a Loreto per fare il punto della situazione. «Nessun danno, la situazione è sotto controllo» ha annunciato il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, riferendo l'esito dei sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco e dai tecnici dei Comuni. Tra i siti controllati la Basilica di Loreto, le chiese, gli ospedali, le “Grotte” di Camerano, un percorso sotterraneo frequentato dai turisti, l'Hotel House, un grattacielo di 16 piani a Porto Recanati, dove la percezione del sisma è amplificata per via del'altezza. Nessun danno strutturale, anche se a Osimo si è staccato un capitello nel Duomo romanico e a Civitanova Marche è stato chiuso un auditorium a scopo precauzionale. Il monitoraggio della protezione civile è stato comunque rafforzato e tutto il sistema rimarrà operativo sino alla fine del fenomeno. Mentre proseguono i sopralluoghi di vigili del fuoco e tecnici, gli unici danni sembrano quelli di tipo economico, con la fuga dei turisti. C'è chi era venuto in ferie dall'Emilia ferita dal terremoto ed è ripiombato in un incubo con l'evento sismico che ha interessato le Marche nelle prime ore di oggi - «mi sembra di essere tornato a casa mia» -, chi non è voluto tornare in camera e ha trascorso la notte in qualche brandina all'aperto messa a disposizione dagli hotel oppure, come è avvenuto a sei ospiti dell'Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche, ha preferito dormire nella hall. «Abbiamo avvertito la prima scossa come se il terremoto venisse da sotto le fondamenta - racconta la signora Maura che con marito e due figli alloggia al Jet Residence di Porto Recanati -. In un battibaleno siamo usciti tutti e ci siamo ritrovati all'aperto dove siamo rimasti per tutta la notte, per paura di altre scosse. Solo al mattino siamo rientrati nei nostri appartamenti. Due o tre famiglie del nord hanno preferito fare i bagagli e sono rientrate nelle loro città». È stata una scossa «terribile» secondo il signor Gianni che ha affittato un appartamento a Porto Recanati con la famiglia, «ma non siamo scappati di casa, pensando che il peggio ormai era passato. Le altre scosse non le abbiamo sentite. Altre famiglie del vicinato invece sono uscite e sono rimaste in strada fino al mattino». Gianni è abbastanza fiducioso: «la scossa più violenta pensiamo sia stata quella passata, per cui proseguiamo le vacanze». Anche Mauro è rimasto nel suo appartamento con la moglie e un figlioletto di tre anni: «ci siamo svegliati di soprassalto, ma non abbiamo pensato di fuggire. Siamo al terzo piano e non avremmo fatto in tempo a raggiungere la strada prima di un'altra scossa. Però non abbiamo più dormito, solo nostro figlio non si è accorto di nulla ed è rimasto sempre a dormire».

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