TERAMO Le 3.32, ancora una volta, come quattro anni fa. Un’altra, tremenda scossa di terremoto fa tremare una parte dell’Abruzzo nel bel mezzo della notte. Allora epicentro aquilano con una magnitudo 6.3 Richter, oggi nell’Anconetano con riflessi fortissimi nel Teramano e la stessa L’Aquila dove l’orologio della paura è tornato indietro all’istante. Con le scosse, torna anche una paura mai sopita in tutta la regione. Così anche tra sabato e domenica, allo scoccare delle 3.32: un’altra scossa, questa volta di magnitudo 4.9, nel distretto del Conero, ha fatto sussultare la provincia. Una scossa avvertita distintamente anche sulla costa: Giulianova, Roseto, Tortoreto, Alba Adriatica fino a Pescara. Le reazioni sono state ormai, purtroppo, quelle consuete: c’è chi si è riversato in strada, chi ha aspettato nel letto che la scossa e lo sciame passassero, chi ha chiamato i Vigili del Fuoco per avere informazioni su magnitudo ed epicentro. Molti hanno affidato i propri pensieri ai social network.
Facebook è stato preso d’assalto da diversi utenti che hanno aspettato che il sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia pubblicasse i dati sulla scossa che aveva svegliato in tanti in piena notte. «Mi sono svegliata per il terremoto o stavo sognando?», «Davvero una scossa forte, non finiva mai», «Ha tremato anche il mio armadio e quando trema vuol dire che la scossa è forte» sono alcuni degli stati che sono comparsi in piena notte su Facebook. Diverse le chiamate arrivate anche al centralino dei Vigili del Fuoco: nessuna per segnalare danni o per richiedere interventi, tutte invece per avere informazioni sul forte terremoto appena avvertito. E, come spesso accade, c’è qualcuno che chiede ai Vigili del Fuoco di improvvisare una previsione su eventuali eventi sismici futuri. Nessun problema è arrivato alle “orecchie” del 118. Il centralino non ha registrato chiamate particolari in seguito al terremoto. Solo tanta paura, che ha impedito a molti di riuscire a riprendere sonno.
LA FUGA
La forte scossa di terremoto del Conero è stata l’argomento della domenica, soprattutto sulla costa e sulle bocche di turisti poco abituati a venir coinvolti in eventi sismici. La paura è stata tanta anche per loro: qualcuno è sceso nelle hall degli alberghi per chiedere informazioni, alcuni sono usciti a prendere una boccata d’aria fresca per allontanare la paura. C’è chi ha dormito fuori, chi ha disdetto la vacanza appena prenotata. L’assenza del Gran Sasso, che nell’immaginario collettivo teramano ha sempre protetto la provincia dallo sciame sismico aquilano, ha di fatto lasciato che la forte scossa registrata nel distretto sismico del Conero fosse avvertita distintamente dalla montagna fino al mare. Uno sciame sismico, quello che interessa da qualche tempo la zona di Ancona e l’Adriatico settentrionale, che non era mai stato avvertito in precedenza in provincia. Anche se Ancona è stata colpita da una scossa molto forte nel 1972. La seconda scossa più violenta dopo quella delle 3.32, quella di 4 gradi sulla scala Richter, è stata registrata intorno alle cinque del mattino. Nonostante non siano arrivate segnalazioni di eventuali danni, alle prime luci dell’alba i Vigili del Fuoco hanno comunque effettuato un giro di perlustrazione nel centro storico di Teramo per verificare l'effettiva assenza di situazioni di pericolo per i cittadini.