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Pescara, 24/03/2026
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Data: 22/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Se il benzinaio fa pagare due euro d’aria

Scusi, mi controlla le ruote? Fermi l'auto nella piazzola di un benzinaio e chiedi una cortesia all'omino accanto alla pompa. «Bene, grazie e arrivederci». Ma lui ti fa un segno con il dito indice ed esclama: «Guardi che non è gratis: fanno due euro». Capperi! Gli ribatti, per non dirgli altro. Se una volta ti dicevamo: «Vedrai, pagheremo anche l'aria che respiriamo» non gli avresti mai creduto. Ma ora accade anche questo, nelle vicinanze di Teramo, anche se non è aria che finisce nei polmoni ma nel tubolare di un'utilitaria da pendolare. Quindi, in tempi di crisi nera, dove ciascuno di noi si fa i conti in tasca al centesimo d’euro, ti tocca rifare l'elenco delle tasse e dei balzelli da pagare: Imu, Irpef, Iva, luce, gas, acqua, Tares, qualche multa che non manca mai a sfasciarti i conti, canone Rai, telefono, acronimi scioglilingua come Cosap o Tosap, poi mettici pure bollo auto, assicurazioni eccetera, eccetera, eccetera. E finalmente tiri il fiato, come in un gran premio, e ti fermi un attimo per un pit stop ai box, anzi al benzinaio dove però c’è l’omino in giallo che ti dà il colpo di grazia. «Prego, due euro», intima. Ma c'è un limite a tutto: rispondi stizzito, pigiando sul valvolino con l'indice per restituirgli le sue atmosfere, e dici: «Ci sono due cose che mi sfuggono: la pazienza e l'aria!».

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