Ancora il pacchetto delle liberalizzazioni, ancora i decreti legge, a cominciare da quello sulla missione in Afghanistan. E poi la ricomparsa, dopo essere stato tenuto incomprensibilmente in naftalina per lungo tempo, del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche: solo i fatti di cronaca spesso possono fare uscire dal letargo leggi quasi condivise e attese, eppure misteriosamente dimenticate nel fondo dei cassetti. Comincia una primavera difficile e tutta in salita per Camera e Senato. Mesi che saranno scanditi da appuntamenti politici decisivi: la legge elettorale che attende gli esiti delle consultazioni di palazzo Chigi con i partiti (in settimana ci sarà l'incontro del premier Romano Prodi con i capi-gruppo di Forza Italia) per poi tentare il suo cammino al Senato; le riforme istituzionali, a cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto, che dovranno avviare il proprio iter a Montecitorio; le misure sui Dico, su cui si tenterà un difficile compromesso in comitato ristretto alla commissione Giustizia di Palazzo Madama; gli interventi sull'immigrazione e quelli possibili per tentare di riformare la legge Bossi-Fini sulle droghe.
Un cantiere imponente di interventi da realizzare che spaccano i due schieramenti politici. A volte anche trasversalmente. Il tutto, in attesa che a giugno sbarchi in Parlamento il Dpef 2008-2012, che detterà le linee di indirizzo della prossima manovra di bilancio per il 2008. Proprio i contenuti e la "regolamentazione" della legge Finanziaria, del resto, saranno questa settimana al centro del confronto tra le due commissioni Bilancio di Camera e Senato: è previsto il varo di un «documento ricognitivo» di riforma complessiva. Sul tavolo: la riforma dei regolamenti parlamentari; la revisione del bilancio; il ruolo dei Ddl collegati, come dello stesso Dpef. Chissà se le eventuali regole serviranno già per la prossima sessione di bilancio.
"Bersani bis" in salita
Quello della scorsa settimana a Montecitorio, è stato solo un campanello d'allarme. Il decreto legge "Bersani bis" (DI 7) sulle liberalizzazioni sarà nuovamente in Aula alla Camera da domani con voto atteso tra mercoledì e giovedì, ma l'esame in Senato si prospetta ancora più in salita. Entro lunedì 2 aprile (col via libera, dunque, che presumibilmente dovrà arrivare già la settimana precedente) dev'essere convertito in legge, con il centrodestra che, però, cercherà ancora di fare ostruzionismo, contando sui risicatissimi voti di maggioranza di cui il Governo dispone a Palazzo Madama.
Ma altri provvedimenti del Governo sulle liberalizzazioni tenteranno anche questa settimana di accelerare il loro iter parlamentare, fin qui assai rallentato. Le misure in cantiere sono distribuite tra Camera e Senato: a Palazzo Madama attendono il voto i servizi pubblici locali commissione Affari costituzionali) e il Ddl su gas ed energia (commissione Industria), mentre aspetta l'avvio dell'esame (ancora in commissione Affari costituzionali) il provvedimento sulle Authority; alla Camera invece sono in stand by le regole sulla class action e quelle del Ddl Bersani, che includono anche l'accelerazione per l'avvio di attività produttive e commerciali, su cui la settimana scorsa l'AuIa ha votato la corsia d'urgenza.
I calendari delle Assemblea delle due Camere saranno perfezionati in questi giorni dai capigruppo. Ma due provvedimenti sono in pole position: il Ddl sulle intercettazioni, a Montecitorio, e il decreto legge sulla missione in Afghanistan al Senato, che in settimana arriverà in Aula.