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Pescara, 22/03/2026
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26/07/2013
Il Messaggero
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Bus infernale, l’aria condizionata è calda. I passeggeri raccolgono le firme: «Non si può viaggiare così e l’autista non può lavorare in queste condizioni» |
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Fuori Caronte. Dentro l'inferno. Linea 03 nel tratto di strada fra la stazione della metropolitana di Piramide e Trastevere. Sono le 13:01 quando la vettura percorre via di Marmorata: una distesa di cemento bollente e deserta a quell’ora. La temperatura fuori è a prova di svenimento. Ma dentro il bus che per conto dell'Atac gestisce il servizio è ancora peggio. I vetri sono blindati. L'aria condizionata è accesa ma dalle bocchette esce aria calda. Delle donne prendono chi un ventaglio e chi un foglio di carta per farsi vento. Un anziano riesce a malapena a reggersi mentre con un fazzolettino tirato fuori dalla tasca dei pantaloni si asciuga la fronte. I FINESTRINI Un giovane straniero prova ad aprire il finestrino ma niente, la vettura è una di quelle dove i vetri sono fissi. Cosa giusta quando all'interno tutto funziona come dovrebbe. Ma una vera trappola quando così non è. Una donna si avvicina all'autista. «Mi perdoni se la disturbo ma qui si sente aria calda». Anche il conducente è sfinito. Sudato. Guarda la signora e le risponde garbato ma con un filo di voce. «Lo so signora. Ho segnalato il guasto ma più di questo io non posso fare sono dispiaciuto. Non posso interrompere il servizio». La cortesia di quell’uomo, forse anche il viso e la camicia sudati, fanno passare anche ai più irascibili la voglia di protestare o di fare polemica. Quell’inferno in quel momento è un problema per tutti: per l’autista che ci lavora come per quei pendolari. A quel punto alcuni passeggeri, increduli quando impietositi, non gridano e non sbraitano come succede solitamente in questi casi, ma prendono carta penna e lanciano l'idea di una raccolta di firme. LA PETIZIONE «Aiutiamolo. Non si può viaggiare in questo modo e quest'uomo non può lavorare con queste temperature» si affretta a dire una signora. Sulla vettura ci saranno dieci, forse quindici persone. Molti si alzano, si passano la penna, e cominciano a scrivere nome, cognome e numero di cellulare su quel pezzo di carta che poi lasciano all'autista con una raccomandazione: «Lo dia ai suoi superiori». «Speriamo - si augura qualcuno a bassa voce - che sia utile. Speriamo che la segnalazione di tante persone riesca a far fermare la vettura e a farla riparare». Qualche minuto dopo le stesse persone iniziano a scendere, chi perché arrivato a destinazione chi perché non ce la fa più. L'autista rimane al suo posto e continua a fare il suo lavoro con un filo d'aria che mano mano entra dalle porte che si spalancano alle fermate. Anche i 40 gradi di fuori sembrano un miraggio a confronto. «Oggi sono sfortunata - racconta Maria Caporali, operaia - vengo da Ostia e anche sul treno Roma-Lido non c’era l’aria condizionata. Mi sentivo morire. E’ veramente difficile spostarsi con i mezzi pubblici in questa città. Tutto l’anno ma in questi giorni di gran caldo ho persino paura di sentirmi male». L’AZIENDA «Chissà che mi spetta - ironizza Luca Capogrossi, studente che sente i discorsi delle persone appena scese dal bus e che intanto aspetta la sua corsa - Mi divido tra studio e lavoro ma passo più tempo sui mezzi pubblici». «Purtroppo può capitare - fanno sapere dall’ufficio stampa dell’azienda che gestisce il servizio - Con queste temperature anche le vetture sono sotto sforzo e l’impianto dell’aria condizionato ultra sollecitato si può rompere. Se il guasto si verifica a metà servizio non si può fermare la corsa. Quindi il conducente ha dato la spiegazione giusta. Nel contempo abbiamo provveduto a chiedere la manutenzione immediata del mezzo segnalato che verrà sicuramente fermato e riparato». La vettura non era una di quelle nuovissime ma comunque uno dei modelli più moderni. «Anche quelle nuove - concludono dall’Atac - si possono rompere ma con le segnalazioni e l’aiuto di tutti possiamo migliorare il servizio».
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