Dieci buoni motivi per chiedere le dimissioni del cda Arpa presieduto da Massimo Cirulli a giudizio della Filt Cgil. Il primo riguarda il bilancio per il terzo anno consecutivo in perdita con un disavanzo di 5.368.482 euro nel solo 2012. Il secondo riguarda i debiti che il cda avrebbe contribuito a far lievitare attraverso quelle che vengono chiamate «operazioni azzardate», arrivando a un'esposizione debitoria di 42.687.756 euro. Terzo motivo, collegato al secondo: «Con la singolare condivisione del Collegio sindacale - scrive Cgil - il cda dichiara che la la società non presenta rischi di natura finanziaria e che il socio Regione Abruzzo sta onorando gli impegni, pur vantando crediti con la Regione di 19.049.064 euro». La quarta motivazione riguarda i sacrifici imposti ai dipendenti e i tagli di un centinaio di posti di lavoro. La quinta: «Dopo aver affermato di aver acquistato decine di bus senza contribuzione pubblica, ora bussano cassa. I mezzi acquistati, infatti, non risponderebbero ai requisiti necessari per il finanziamento». Il sesto motivo riguarda l'acquisto del deposito di Sulmona che determinerà ulteriori debiti. Il settimo è legato al considerevole premio di risultato di migliaia di euro che è stato riconosciuto ai dirigenti Arpa. La «gestione fallimentare della controllata Sistema spa» costituisce l'ottava motivazione. Nona: «Invece di favorire nobili obiettivi hanno molto spesso causato un indebolimento dell'azienda pubblica. Ultimo motivo: ostacolato il processo di riforma del trasporto pubblico locale.