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Data: 27/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le corriere senza autisti. Cotral taglia mille corse. Pronto il bando per il 10% del servizio. Giallo privatizzazione

«Siamo un’azienda sana», spiega l’ad di Cotral Vincenzo Surace. Una ventata di ottimismo che però precede il capitolo «criticità», e allora emergono i problemi che chiunque abbia preso (e aspettato) una corriera conosce bene, «sappiamo che i nostri utenti sono molto scontenti», ripetono tutti. L’azienda dei trasporti regionale non è messa male nei conti come la sorella romana, recentemente ha anche ottenuto prestiti e finanziamenti dalle banche, segno di fiducia del sistema, ed è in grado di rassicurare i fornitori che aspettano di essere pagati (150 milioni), ma da settembre è in arrivo una misura drastica: il taglio di mille corse al giorno. L’annuncio arriva per bocca del presidente Domenico De Vincenzi. La colpa è della carenza di autisti, secondo De Vincenzi ne mancano seicento: «Ai circa 540 non sostituiti si aggiungono 48 contratti a termine che con nostro grande dispiacere non possiamo confermare, ce lo impedisce un parere della Corte dei Conti». Questo ennesimo vuoto colpirà soprattutto alcune aree, i Castelli, la Ciociaria e la provincia di Latina. Altro elemento che preoccupa il vertice dell’azienda è l’età media molto avanzata dei pullman: quasi 13 anni «con punte di 20» sottolinea De Vincenzi, «anche se nei prossimi mesi dovrebbero arrivare 400 nuovi mezzi». Quelli che non sembrano arrivare sono i soldi che Cotral aspetta da Atac, 60 milioni di incassi dei biglietti Metrebus. Una vicenda che fa scaldare il membro del cda Giovanni Libanori che attacca l’azienda comunale: «Questa si chiama appropriazione indebita. Abbiamo rischiato di non pagare gli stipendi di luglio». Parole subito corrette dal prudente De Vincenzi: «Non è vero che il pagamento degli stipendi era a rischio. Capiamo i problemi di Atac, con loro abbiamo aperto un tavolo, certo avere quei soldi ci servono».
IL MONOPOLIO SCALFITO

In arrivo c’è anche una novità importante: per la prima volta in sessant’anni di monopolio del trasporto pubblico nel Lazio, il 10 per cento del servizio sarà affidato a dei privati. Il bando è già avviato e non coinvolgerà il personale Cotral, ora si attende l’autorizzazione dalla Regione. Questa quota potrebbe essere affidata a Ferrovie dello Stato, che detiene la società Bus Italia.
Il presidente è soddisfatto dei risultati economici: «Abbiamo sottoscritto un accordo con Unicredit, un prestito ponte di circa 67 milioni, già ricevuti dalla nostra società, anche grazie al contributo rilevante della Regione Lazio - spiega De Vincenzi- Con questa somma avremo un po’ di respiro, certamente fino al 30 settembre, data in cui la Regione si è assunta l'impegno di ricapitalizzare con 32 milioni di euro». Anche l’assessore regionale ai trasporti, Michele Civita, mostra cauta soddisfazione: «Le misure presentate dal cda mettono in sicurezza Cotral Spa fino alla ricapitalizzazione».
L’IPOTESI PRIVATA

L’ad Vincenzo Surace è talmente contento dei risultati ottenuti in questi due anni che si lascia andare a un’analisi audace dopo la conferenza stampa: «La società è sana ed è un soggetto appetibile, una prospettiva di privatizzazione è già realistica adesso e lo sarà ancora di più dal 2014». Una tesi che prospetterebbe un terremoto, in azienda e nei rapporti con la Regione, tanto che nel leggere le agenzie Surace rettifica: «Non ho mai parlato di privatizzazione». Pronti a sbarcare sul mercato italiano ci sarebbero molti soggetti europee, tedeschi, francesi e inglesi soprattutto. Una privatizzazione è smentita seccamente dalla Regione: «L’azienda resterà pubblica».
Un modo per recuperare le risorse è anche contrastare l’evasione, così il consigliere Toppi ha organizzato una task force: «Ci sono circa 300 mila euro recuperati ogni mese - spiega il membro del cda - la nostra idea è di spostare alcuni amministrativi per le verifiche sui mezzi». A evadere, secondo i primi dati, sono soprattutto gli studenti, la provincia più colpita è quella di Viterbo.

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