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Data: 27/07/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
Ai privati 8 milioni di chilometri Cotral vara il piano d’emergenza. Mancano 600 autisti: 1.000 corse al giorno rischiano di saltare. De Vincenzi ci crede «Risaneremo l’azienda. Il Cda? Parli la giunta»

Cotral Spa è pronta ad affidare ai privati il 10% dei chilometri percorsi dai propri autobus. L’azienda regionale del trasporto su gomma ha infatti ricevuto indicazione dalla Regione Lazio di adeguarsi alle normative europee riguardanti le aziende di servizi, nonostante il contratto di servizio in house varato nel 2011 avesse di fatto blindato il carattere pubblico dell’azienda fino al 2021 e nonostante i già 8 milioni di km nel bacino regionale serviti da ditte private.

In conferenza stampa, tuttavia, l’ad Vincenzo Surace, il presidente Domenico De Vincenzi e i consiglieri d’amministrazione Giovanni Libanori e Paolo Toppi hanno assicurato che l’esternalizzazione riguarderà solo le corse (8 milioni di km contro gli 80 totali) ma non i lavoratori, che resteranno tutti in azienda. Tutti, meno i 49 con contratto a termine che dal prossimo 8 agosto perderanno i posto a causa del blocco assunzioni stabilito dalla Corte dei Conti, norma che vincola le aziende in passivo di bilancio da più di 3 anni. «Ben 49 famiglie in mezzo a una strada – ha commentato De Vincenzi – quando ad oggi avremmo bisogno di 600 autisti in più per assicurare tutti i servizi». Proprio sul fronte delle risorse umane, anche dopo la privatizzazione parziale mancherebbero all’appello circa 400 persone (a fronte del gran numero di amministrativi presenti in azienda). «Se la Regione non troverà un modo per aggirare il blocco – ha spiegato l’ad Surace – a settembre saremo costretti a tagliare oltre 1.000 corse giornaliere».

Ma d’altronde, i conti di Cotral parlano chiaro: da anni il bilancio è in rosso e la Regione è costretta a ripianare ogni volta una media di 20 milioni l’anno. A settembre, come anticipato ieri da Il Tempo , la giunta Zingaretti staccherà un assegno di 32 milioni di euro, 26 per il 2012 e 6 per il primo trimestre del 2013, mentre gli stipendi di agosto e settembre sono stati assicurati grazie a un nuovo mutuo stipulato con Unicredit per l’importo di 67 milioni di euro. Gestioni passive che hanno portato l’assessore regionale alla Mobilità, Michele Civita, a parlare ieri della necessità di una «vera e propria svolta nella governance di Cotral per migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini e per risanare l’azienda». Sulla supposta «mala gestio», l’attuale Cda ieri si è giustificato: «Abbiamo 20 milioni l’anno di entrate mancanti per evasione tariffaria – ha commentato De Vincenzi – con soli 100 controllori che girano sulle oltre 4.000 corse giornaliere. Poi c’è una flotta la cui età media tocca i 12 anni e mezzo che ha bisogno di ampie spese per manutenzione. I passivi poi portano 20 milioni di interessi da pagare nei confronti delle banche. Senza contare il contenzioso con Atac che ci vede creditori di ben 60 milioni di euro sulla bigliettazione integrata: con quei soldi non avremmo avuto bisogno di nuove liquidità».

Nel frattempo, in attesa che intervenga il varo dell’Agenzia unica regionale (dove convergerà solo Cotral Patrimonio con Astral e Aremol) il Cda è pronto alla presentazione di un piano industriale triennale, che dovrà essere in grado di convincere il governatore Nicola Zingaretti a confermare l’attuale Cda (ipotesi molto difficile), per 4/5 nominato da Renata Polverini. Un piano che, a detta dell’ad Surace, dovrebbe portare 65 milioni in più nelle casse di Cotral: lotta all’evasione, arrivo dei 200 autobus acquistati dalla precedente amministrazione regionale e rescissione delle consulenze inutili.

De Vincenzi ci crede «Risaneremo l’azienda Il Cda? Parli la giunta»

Fra la «necessità di una vera e propria svolta nella governance» e un piano industriale che stenta a partire. Sono giorni concitati per Domenico De Vincenzi, 59 anni, attuale presidente del Consiglio d’amministrazione di Cotral Spa. L’ex vicesindaco di Guidonia Montecelio, in quota Partito democratico, è sempre stato dal 2006 fra le prime cinque cariche dell’azienda regionale del trasporto su gomma. Prima nominato dalla giunta regionale di centrosinistra guidata da Piero Marrazzo, poi confermato in Consiglio di amministrazione da un accordo politico fra l’ex governatrice del Lazio Renata Polverini e l’allora presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, da un lato può vantare un mandato lunghissimo, dall’altro il triste primato di non aver mai contribuito ad approvare un bilancio aziendale in attivo. Ora la sua poltrona - così come quelle dell’amministratore delegato e degli altri membri del Consiglio di amministrazione - trema, nonostante oggi a decidere sia proprio Zingaretti, stavolta nel ruolo di presidente della Regione Lazio.
Presidente De Vincenzi, la svolta di cui parla Civita potrebbe costarle la presidenza. Che ne pensa?

«L’assessore parla di una svolta nella gestione di Cotral. Ed è giusto che questa avvenga. Anzi, con il piano industriale che stiamo mettendo a punto stiamo provando proprio a fare questo. Penso anch’io che il management sia da rinnovare».
Ma questo significa che anche lei dovrà essere rimosso.

«Il presidente Zingaretti e l’assessore faranno quello che riterranno opportuno».
Lei c’è da sette anni, ma il bilancio non è mai stato in attivo.

«Ma il Cotral svolge un servizio pubblico, non è un’azienda a scopo di lucro. Fare servizio pubblico significa anche portare a lavoro i quattro operai del paesello sperduto sui monti: che facciamo, li lasciamo a piedi perché quella linea ci costa più della somma dei loro abbonamenti? Ricordiamoci che la vocazione del settore pubblico è fornire un servizio. Se la Regione ripiana non c’è nulla di male, purché la gestione sia oculata, ovvio».
In conferenza stampa ha parlato di 600 autisti in meno. Avete carenza di personale o troppe persone sedute dietro una scrivania?

«Questa azienda ha solo quattordici dirigenti, di cui due in uscita, su quattromila dipendenti. Tutti quelli che possono guidare, ad oggi guidano. Non c’è nessuno che sta a piedi, anzi gli straordinari ci costano più di quanto ci costerebbero altri seicento stipendi ordinari. È questo lo spreco».
Come anticipato da Il Tempo , il suo amministratore delegato Vincenzo Surace ha rivelato che si sta andando verso l’Agenzia unica regionale. Cosa ne pensa?

«È indispensabile che ci sia una struttura che pianifica dall’alto e raccordi tutte le esigenze, al fine di massimizzare i servizi ed eliminare le linee doppie. Si tratta di un nuovo ente che sarà sicuramente utile a tutti».
A proposito, recentemente avete subito molte critiche, anche dalla stessa giunta regionale, per lo spostamento del capolinea da Ponte Mammolo alla Stazione Tiburtina. C’è già la Metro B.

«Noi abbiamo esigenza di venire incontro ai nostri utenti e abbiamo riscontrato che la quasi moltitudine di chi arriva dalla Valle dell’Aniene e da Tivoli è diretta a Tiburtina, così abbiamo agito. Ecco, forse l’Agenzia unica regionale servirà anche a dare linee d’indirizzo precise su questi punti. Ma i nostri utenti sono soddisfatti».
Avete iniziato il processo di privatizzazione: il 10% dei chilometri finirà a ditte esterne. Cotral rischia di essere venduta pezzo per volta?

«Noi ci siamo solo adeguati a ciò che la legge ci impone. Non spetta a noi prendere decisioni in merito o dare indirizzi politici. Come ho ribadito, Cotral è e resta pubblica. Però, ripeto, questa è una domanda che andrebbe indirizzata alla giunta regionale».

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