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Pescara, 22/03/2026
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Data: 27/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni regionali Pagano: opportuno votare il 25 maggio «Ministero e Avvocatura dello Stato sono d’accordo Siamo obbligati ad allinearci alla consultazione europea

PESCARA «La Regione deve tornare al voto il 25 maggio in election-day con le europee». Lo afferma il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano che la settimana prossima formulerà un «parere motivato», basato sui pareri espressi dal ministero dell’Interno e dall’Avvocatura dello Stato (ma anche sull’ascolto dei consiglieri regionali), secondo i quali, dice Pagano, «si deve votare in coincidenza con le europee». Il problema sta nel conciliare la normativa regionale (che indica come intervallo per il voto un mese prima e tre mesi dopo la fine naturale della legislatura, quindi dal 15 novembre al15 marzo) con la norma nazionale, il decreto della Spending review che obbliga l’allineamento delle consultazioni elettorali programmate nel corso dello stesso anno sulla base del principio costituzionale di salvaguardia della finanza pubblica. Per l’Avvocatura dello Stato la legge nazionale prevale su quella regionale, quindi se la Regione decide di votare nel 2014, l’election day diventa scontato. Altro discorso è se Chiodi decide di votare entro il 2013, «ma io non vedo ragioni per farlo» dice Pagano. Il riallineamento della consultazione regionale con le elezioni europee, spiega il presidente dell’assemblea regionale, farebbe risparmiare alle casse pubbliche 8 milioni di euro, contro una spesa di 7-800 mila euro di stipendi per il prolungamento della legislatura. «Il nostro consiglio regionale è uno dei tre consigli più virtuosi tra tutte le regioni italiane, ora non posso improvvisamente bruciarmi tutto per votare nel 2013. Aver votato a dicembre nel 2008 è stato un fatto patologico che nasceva dalla interruzione traumatica della legislatura. Ma non si può continuare a votare in inverno, quando è accertato che la media dell’affluenza alle urne è del 50-55%». A supporto del prolungamento della legislatura, Pagano cita i due precedenti della Lombardia e del Lazio, le cui legislature sono state prorogate rispettivamente di tre e quattro mesi per permettere l’allineamento con le elezioni politiche. Pagano respinge anche le tesi sull’opportunità politica (per il centrodestra) di anticipare il voto: «Non mi sento e non posso parlare in termini di convenienza politica. La mia è una valutazione basata sui costi di questa operazione. E perché dovremmo anticipare? Per fare cosa? Finora questo Consiglio ha fatto bene, potrà continuare a farlo fino a maggio 2014». Ora Pagano dovrà conciliare la sua posizione con quella del presidente Gianni Chiodi cui spetterà, sentito anche il presidente della Corte d’Appello decidere la data. Si sa che Chiodi preferirebbe andare alla consultazione alla scadenza naturale della legislatura. Ieri nel corso di un incontro a Pescara con il gruppo consiliare del Pdl aveva rilanciato l’ipotesi di tornare a votare entro il 15 dicembre, ma si è trovato di fronte, di nuovo, la decisa opposizione della maggioranza del partito. E visto che anche l’opposizione non smania per tornare subito al voto, la data di maggio diventa sempre più probabile.

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