Pescara. La Filt Cgil Abruzzo chiede le dimissioni dei vertici dell'Arpa per dieci buoni motivi, scrive in una nota. Eccoli:
1. Perché per il terzo anno consecutivo, hanno chiuso con una pesante perdita, il bilancio della principale società regionale di trasporto locale: € 5.368.482 nel solo 2012; oltre 10 milioni di disavanzo negli ultimi 3 anni (2012-2011-2010) che, guarda caso corrispondono al periodo della loro gestione; Il Presidente Cirulli sarà sicuramente un buon avvocato ma si è dimostrato, nei fatti, un pessimo amministratore;
2. Perché hanno pesantemente indebitato la Società Arpa attraverso operazioni azzardate e scellerate con un elevato coefficiente di rischio; € 42.687.756 è il totale dell'indebitamento Arpa verso banche e fornitori rilevato nel bilancio 2012;
3. Perché pur vantando notevoli crediti nei confronti della Regione Abruzzo (€ 19.049.064), relativi a contributi di esercizio accumulati negli anni e in realtà mai riscossi, hanno continuato a dichiarare ufficialmente nei bilanci (con la singolare condivisione del Collegio Sindacale) che la “La società non presenta rischi di natura finanziaria e che il socio Regione Abruzzo sta onorando regolarmente i propri impegni”;
4. Perché hanno conseguito questi pessimi risultati che rischiano di erodere il capitale sociale di Arpa Spa, pur avendo imposto durissimi sacrifici ai lavoratori. Una riduzione della forza lavoro superiore alle 100 unità che ha determinato una riduzione del costo del personale di oltre 2 milioni di euro per un'incidenza inferiore al 50% sui costi totali supportati dalla Società (così come espressamente dichiarato nel bilancio);
5. Perché dopo aver “orgogliosamente” affermato all’opinione pubblica di aver acquistato decine e decine di autobus «senza la contribuzione pubblica», ora bussano cassa verso la Regione e verso i Fondi Fas per far fronte al pesante indebitamento a lungo termine maturato con le banche. Dalla stessa Regione qualcuno ha già risposto picche... I mezzi acquistati, infatti, non risponderebbero ai requisiti necessari per il finanziamento;
6. Perché proprio a ridosso dell’approvazione del pesante bilancio 2012 e, pur essendo consapevoli della mancanza di liquidità di cui soffre la Società e che ha determinato il ritardo del pagamento degli stipendi e l’utilizzo anticipato delle risorse regionali relative alla terza quadrimestralità 2013, hanno pensato bene di sottoscrivere un atto di acquisto per un altro immobile (deposito di Sulmona) che determinerà ulteriori indebitamenti per l'Arpa;
7. Perché in un contesto così drammatico e mentre venivano preannunciati ai sindacati ulteriori prospettive di lacrime e sangue caratterizzate da pesanti tagli ai salari e alla forza lavoro e da inasprimenti delle prestazioni lavorative relative al personale di guida, il Cda guidato dal Presidente Massimo Cirulli, ha indecorosamente riconosciuto ai Dirigenti della Società, un considerevole Premio di risultato di migliaia di euro (MBO - management by objectives), replicando peraltro operazioni similari compiute nei due anni precedenti caratterizzati, analogamente, da ulteriori e pesanti perdite di esercizio;
8. Perché hanno gestito in maniera fallimentare la Società Sistema Spa disinteressandosene e senza mai esercitare quel diritto di controllo ispettivo che imporrebbe la detenzione del 62% del pacchetto azionario. Un atteggiamento omertoso che ha consentito agli amministratori di Sistema (poi costretti alle dimissioni) di affossare anche l’importante società di servizi del Gruppo Arpa. Inoltre, contrariamente a quanto espressamente si evince nel bilancio consolidato del Gruppo Arpa in cui si afferma che «sono ancora in corso valutazioni e acquisizioni di pareri in merito alla applicabilità dell’art. 4 del D.L. 95/2012», hanno pubblicato un avviso di gara per l’alienazione delle quote azionarie, giustificando tale operazione con inesistenti obblighi di Legge. Il risultato è che 43 dei 103 dipendenti si ritroveranno senza lavoro;
9. Perché con le loro scelte manageriali invece di favorire nobili obiettivi finalizzati alla crescita e allo sviluppo di una delle più importanti realtà regionali, hanno molto spesso causato un indebolimento dell'azienda pubblica non avversando, di fatto, la concorrenza privata operante nel territorio. Atteggiamenti derivanti molto spesso da pressioni ed ingerenze politiche e che mettono in risalto la presunta accondiscendenza verso coloro che hanno manifestato e continuano a manifestare l'idea - come da programmi elettorali - di affidare alle imprese private la gestione ed il controllo del trasporto pubblico locale della nostra regione;
10. Perché hanno sistematicamente disatteso le disposizioni e le indicazioni impartite dal Consiglio Regionale e dalla Direzione Trasporti della Regione, ostacolando il processo di riforma del trasporto pubblico locale e, in particolare, il progetto di fusione delle aziende regionali di trasporto. I continui allarmismi lanciati a mezzo stampa sul presunto aumento del costo del lavoro, sul rischi legati agli esuberi o sulle sedi da spostare a causa della fusione, costituiscono unicamente dei chiari tentativi di intralciare una riforma in grado di mettere in discussione seriamente le proprie poltrone;