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Pescara, 22/03/2026
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28/07/2013
Il Centro
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Tre milioni di lavoratori in nero, record al Sud. Cgia di Mestre: producono il 6,5% (irregolare) del Pil. Mancate entrate fiscali per 43,7 miliardi di euro |
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ROMA Quasi tre milioni di lavoratori in nero che producono oltre 102 miliardi di Pil irregolare all'anno (pari al 6,5% di quello nazionale), sottraendo alle casse dello Stato 43,7 miliardi di euro di gettito fiscale. È questo il peso economico del lavoro sommerso in Italia secondo una ricerca della Cgia di Mestre, che ha analizzato la situazione al 2011, evidenziando che in generale è tutto il Sud a soffrire la presenza dell'economia irregolare. Con la crisi economica, spiega il segretario degli artigiani di Mestre Giuseppe Bortolussi, l'economia sommersa ha subìto una «forte impennata: in questi ultimi anni chi ha perso il lavoro non ha avuto alternative e per mandare avanti la famiglia ha dovuto ricorrere a piccoli lavoretti per portare a casa qualcosa». Questa piaga coinvolge infatti lavoratori dipendenti che fanno il secondo lavoro, cassaintegrati o pensionati che arrotondano le loro magre entrate, disoccupati che in attesa di rientrare ufficialmente nel mercato del lavoro sbarcano il lunario grazie ai proventi di una attività irregolare. Quasi la metà delle tasse nascoste al fisco dal lavoro irregolare (19,2 miliardi su 43,7) è nel Sud del Paese. In particolare la regione con la maggior incidenza del valore aggiunto da lavoro irregolare sul Pil è la Calabria (18,6%), dove si registrano 1.375 euro di imposte evase in capo ad ogni singolo residente. Segue la Basilicata che, con appena 45.600 unità di lavoro irregolari, produce un Pil in «nero» che pesa su quello ufficiale per il 14,7%: le tasse che mediamente vengono a mancare in Basilicata per ciascun residente sono pari a 1.174 euro all'anno. Al terzo posto della graduatoria c'è il Molise: con 27mila irregolari e un peso dell'economia sommersa su quella ufficiale pari al 14,6%, le imposte non versate per residente sono pari a 1.282 euro all'anno. «Con la presenza del sommerso la profonda crisi che sta colpendo il Paese ha effetti economici e sociali meno pesanti di quanto non dicano le statistiche ufficiali», osserva Bortolussi, precisando che «nel Mezzogiorno possiamo affermare che il sommerso costituisce un vero e proprio ammortizzatore sociale». Nei numeri della Cgia Maurizio Fugatti della Lega vede una possibile soluzione ai problemi Iva-Imu: i dati della Cgia indicano al premier Letta «la strada da seguire per trovare i soldi necessari al rilancio economico. Ci aspettiamo che il governo mandi la guardia di finanza e gli ispettori del lavoro al Sud per trovare le risorse necessarie per non aumentare l'Iva e abolire l'Imu».
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