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Pescara, 22/03/2026
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Data: 28/07/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ministri, redditi in rete: Cancellieri prima. I membri del governo mettono on line le dichiarazioni

ROMA Alla fine i redditi di ministri, viceministri e sottosegretari sono arrivati on line. Il più ricco in assoluto è il viceministro Carlo Calenda, con un reddito complessivo di 463.639 euro. Segue a ruota il sottosegretario Filippo Patroni Griffi che dichiara 333.761 euro, di cui però solo 243 mila si riferiscono alla retribuzione di presidente di sezione del Consiglio di Stato, mentre il resto sono compensi arretrati e redditi da locazione su cui è stata applicata la cedolare secca. Tocca poi al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, la più ricca tra i soli responsabili dei dicasteri, con 319.763 euro. Secondo tra i ministri è il titolare del Lavoro Enrico Giovannini, 297.929 euro di reddito, seguito dal collega dei Trasporti Maurizio Lupi, con 282.499 euro. I membri dell’esecutivo Letta si sono dunque adeguati alla direttiva che imponeva la pubblicazione dei dati in rete entro oggi, evitando così in extremis sanzioni che potevano andare dai 500 ai 10.000 euro. Molto soddisfatto il sottosegretario Patroni Griffi che da ministro del governo Monti aveva avviato l’operazione trasparenza.
LA CLASSIFICA

La classifica prosegue con il viceministro Antonio Catricalà (264.707 euro), mentre il sottosegretario Giovanni Legnini ne ha guadagnati 232.697. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini si ferma a 187.000 euro. Il titolare dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, si limita ad annotare di aver percepito 195.255,20 euro da aprile a luglio, compenso poi tagliato a 103.000. Il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi arriva a 186.735. C’è poi il collega della Coesione territoriale Carlo Trigilia, che ha incassato 179.025 euro, seguito dalla responsabile della nostra diplomazia, Emma Bonino, con 177.077 euro. Si attesta sui 157.566 euro, il reddito del sottosegretario Claudio De Vincenti, laddove il collega Gianfranco Miccichè ne ha guadagnati 157.312. Seguono i pari grado Simona Vicari (138.584 euro) e Gianluca Galletti (136.942) e, finalmente, il presidente del Consiglio Enrico Letta, con un reddito complessivo di 123.893 euro.
Meno di lui hanno guadagnato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato (109.565 euro), i sottosegretari Roberta Pinotti (107.964) e Gioacchino Alfano (107.387), il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano (105.186), e i sottosegretari Micaela Biancofiore (103.421) e Maurizio Martina (102.383,52). Hanno guadagnato meno i rispettivi ministri: Gianpiero D’Alia (93.391 euro) e Nunzia De Girolamo (101.071), seguita dalla ministra dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza (97.916) e da quello degli Affari regionali Graziano Delrio (97.492). Poi, una sfilza di sottosegretari: tra cui Sabrina De Camillis (98.511), Domenico Minniti (98.471). I ministri della Salute e dell’Ambiente Beatrice Lorenzin e Andrea Orlando rinviano a quanto già depositato alla Camera: entrambi 98.471 euro. L’uomo delle Riforme Gaetano Quagliariello dichiara invece 70.377 euro, i sottosegretari Walter Ferrazza, 90.271, ed Erasmo De Angelis 82.551. Infine, il ministro della Difesa Mario Mauro con 74.408,68 euro, e la ministra dell’Integrazione Cécile Kyenge con 38.538 euro. In tanti si sono adeguati all’ultimo momento, ma, a conti fatti, si può dire che l’operazione trasparenza ha portato i risultati sperati.

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