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Pescara, 22/03/2026
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Data: 28/07/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
L'isolamento ferroviario dell'Abruzzo - Da Pescara a Roma a una velocità media di 61 chilometri orari

PESCARA Treni lumaca sul versante interno del territorio abruzzese e continui disagi per i viaggiatori. Uno studio realizzato da Federconsumatori assegna alla linea ferroviaria Pescara-Roma il primato nazionale della lentezza su rotaie. Una palma decisamente poco ambita, che mette a dura prova la pazienza dei passeggeri. Per raggiungere la capitale dal capoluogo adriatico, infatti, occorrono 3 ore e 52 minuti: più del doppio di quanto si impiega viaggiando in autostrada. I 240 chilometri che separano le due località vengono percorsi a una velocità media di 61 chilometri orari, di poco superiore ai limiti imposti nei centri urbani. Nessun altro treno, in Italia, va così piano. Perfino le linee Catania-Palermo e Messina-Palermo, che rientrano tra le 10 più lente del Paese e hanno una distanza chilometrica equivalente a quella della Pescara-Roma, grazie a una velocità di marcia che oscilla tra i 78 e i 79 km/h sono in grado di accorciare i tempi di circa un'ora. Se poi si compie un raffronto con le linee dell'alta velocità, che consentono di raggiungere Milano da Bologna in appena un'ora (219 chilometri a una velocità di marcia di 211 km/h) e da Roma in meno di tre ore (632 chilometri a una velocità di marcia di 216 km/h), si rischia di cedere allo sconforto. «La pessima offerta ferroviaria sulla linea Pescara-Roma rientra nei costi della politica - tuona Tino Di Cicco, referente provinciale di Federconsumatori -. Nel 1972 c'erano treni che collegavano le due città in 3 ore e 3 minuti, mentre oggi occorre un'ora in più. Ciò è dovuto ai politici della nostra regione, che hanno ceduto alla demagogia - rimarca Di Cicco - assegnando sempre più fermate al collegamento ferroviario, magari per dare un aiutino elettorale ai politici locali, ottenendo come risultato il dilatarsi dei tempi di percorrenza». Una distorsione che si ripercuote anche sulle tasche dei cittadini. «Ogni fermata di un treno regionale costa circa 20 mila euro l'anno, dunque se in una stazione sale o scende un solo viaggiatore, è meglio regalare un'auto al viaggiatore e sopprimere la fermata - osserva l'esponente di Federconsumatori -. Senza dimenticare che per ogni passeggero guadagnato tra i monti abruzzesi, se ne perdono centinaia nella conurbazione Pescara-Chieti». Disagi si segnalano anche sulla linea Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona. Il Coirap, il comitato interregionale di rappresentanza e assistenza dei pendolari, protesta contro la soppressione dei treni lungo la direttrice. «Il servizio, da qualche anno, viene annullato durante il mese di agosto - fa sapere il coordinatore Enrico Gunnella - Quest'estate, per buona parte della tratta, la sospensione è iniziata già a metà luglio e il treno R7111 non è stato neanche sostituito con il consueto servizio-autobus».

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