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Data: 29/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, in Consiglio torna la legge “salva portaborse”

Sono una sessantina i collaboratori che rischiano di perdere il posto con la nuova legislatura, ma tre parole possono cambiare il loro destino

PESCARA Sono una sessantina i collaboratori dei gruppi consiliari regionali che hanno un motivo in più per seguire con attenzione il consiglio regionale di domani. L’assemblea è infatti chiamata a decidere sulla cosiddetta legge “salva portaborse” dei gruppi politici, che se approvata darebbe una certa continuità ai contratti dei collaboratori malgrado il cambio dei consiglieri stessi con la nuova legislatura. Come? Il progetto di legge è stato proposto da Idv ed elaborato in commissione da Luca Ricciuti (Pdl) ricevendo il sostegno della minoranza di centrosinistra. Tutti d’accordo, in attesa del voto di domani, nell’aggiungere tre parole tre all’articolo 8, comma 4 della legge regionale 18 del 9 maggio 2001 su “Consiglio regionale dell’Abruzzo, autonomia e organizzazione”. Dopo le parole “cessazione dell’incarico del proponente” basterà aggiungere “salvo conferma del subentrante” per dare maggiore certezza del posto ai collaboratori. Attualmente i loro contratti sono legati ai gruppi consiliari e più precisamente alle volontà dei capigruppo (indicato nella legge come il “presidente proponente”) . Questo significa che se il capogruppo cambia – e con la nuova legislatura questo avverrà di sicuro – ai collaboratori viene automaticamente rescisso il contratto. Se poi il nuovo capogruppo dovesse richiamarli, allora verrebbe rimessa in moto la macchina amministrativa affinché sia rifatto il contratto. La “legge salva portaborse”, invece, eliminerebbe il passaggio amministrativo rescissione-rinnovo lasciando al nuovo capogruppo la decisione di licenziare o continuare ad assumere il collaboratore. Da una parte gli uffici regionali verrebbero liberati dalle incombenze amministrative-giuridiche, dall’altra tuttavia la responsabilità di decidere viene lasciata totalmente al nuovo capogruppo. E chi potrà dire “questo no”, “questo sì” di fronte ad un quadro contrattuale consolidato degli attuali collaboratori? I consiglieri regionali sanno benissimo che alcuni collaboratori hanno un’anzianità di servizio addirittura ventennale e che per loro l’intera macchina del Consiglio non ha segreti. Chi avrà il coraggio di dire loro “grazie e arrivederci” per prendere qualcun altro? Di qui il nome di “legge salvaportaborse”. Con la consapevolezza tuttavia che nella prossima legislatura essi comunque diminuiranno, ma solo perché anche il numero dei consiglieri dovrà passare da 45 a 31.

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