LANCIANO. Rimane incerto il destino dei binari della Sangritana nella Stu, la società di trasformazione urbana, che andranno in pensione una volta aperto il nuovo scalo di via Bergamo. Il progetto originario elaborato dall'urbanista bolognese Giovanni Crocioni - su ex calzificio Torrieri, attuale stazione e uffici dell'azienda di trasporto regionale - prevede il riutilizzo di un tratto del tracciato, quello che costeggia via Per Fossacesia fino al passaggio a livello del Quadrato, con una metro di superficie da far arrivare fino a corso Trento e Trieste. Il resto dei binari scomparirebbe, sostituito da parcheggi e palazzi. Ma questo è solo uno studio di massima, visto anche che alla Sangritana continuerà a utilizzare la tratta di binari verso San Vito (un chilometro e mezzo) per riportare i mezzi nel magazzino di Torre della Madonna, nell'area artigianale di via Per Treglio.
Contrari a toccare il reliquiato ferroviario che attraversa la città sono alcuni esponenti del centrosinistra, che hanno bollato tutta l'operazione Stu come «speculazione edilizia».
«Il percorso ferroviario non va spezzato», ha sostenuto l'assessore provinciale Giovanni Di Fonzo (Ds), «pregiudicherebbe il riutilizzo dell'intero ex tracciato».
«E' l'unica critica del centrosinistra che posso capire», ha ribattuto il sindaco Filippo Paolini (Fi).