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Pescara, 22/03/2026
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Data: 30/07/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«Chiodi faccia dietrofront e non aggiri il Consiglio» Tagliente al governatore: dimettiti da commissario

PESCARA Su materie rilevanti come i tagli alla riabilitazione, il parlamento regionale non può essere disinvoltamente aggirato dal commissario alla sanità. Cartellino giallo per Gianni Chiodi: lo alza il consigliere regionale del Pdl Giuseppe Tagliente, fortemente critico nei confronti del commissario-governatore dell’Abruzzo che il 5 luglio scorso ha firmato un decreto con cui vengono ridotte del 10%, con effetto retroattivo, le prestazioni riabilitative erogate nel 2013 dalle strutture accreditate. Tagliente ha presentato una risoluzione urgente con cui chiede a Chiodi di sospendere gli effetti del provvedimento e di aprire una seria discussione in Consiglio regionale. «Bisogna finalmente mettere fine a una pratica di scavalcamento del parlamento regionale in materie di così evidente importanza e delicatezza - afferma Tagliente -. Il decreto è palesemente illegittimo e penalizza sia le categorie più deboli della collettività sia i centri di riabilitazione. Non può dunque essere condiviso da quanti ritengono che il rispetto delle fasce sociali più fragili debba caratterizzare l'azione di un governo di centrodestra». Le nuove regole introdotte da Chiodi prevedono un taglio indifferenziato e lineare delle prestazioni di riabilitazione, con effetto oltretutto retroattivo a tutto il 2013. Il provvedimento ha subito scatenato la protesta dei sindacati, che temono liste di attesa ancora più lunghe per i malati e nuove riduzioni di posti di lavoro nelle strutture che erogano le terapie. Anche secondo Tagliente la pesante contrazione del tetto di spesa sulle prestazioni è illegittima: «Non trova nessun riferimento nel dettato della legge sulla spendig review - spiega il consigliere del Pdl - e al contempo danneggia le strutture accreditate, con riflessi negativi su categorie bisognose di cura e sul personale dei centri di assistenza, che rischia il licenziamento». Tagliente non si limita però a chiedere a Chiodi di fare marcia indietro sul provvedimento. Il consigliere Pdl si spinge oltre, invitandolo ad abbandonare la carica di commissario ad acta se è vero, come ha più volte dichiarato lui stesso, che i conti della sanità sono finalmente a posto. «Chiodi apra un’immediata vertenza con il governo nazionale, affinché possano risultare più convincenti le sue affermazioni sul risanamento dei conti della sanità abruzzese - dichiara Tagliente -. Sia dunque archiviata la pagina triste e dolorosa del commissariamento e sia finalmente restituita pienezza di poteri agli organi democraticamente eletti e costituzionalmente delegati alla gestione delle questioni sanitarie».

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