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Pescara, 22/03/2026
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Data: 30/07/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Contro i tagli il Pd è pronto a presentare ricorso al Tar

PESCARA Il Partito Democratico si lancia all'attacco del presidente della Regione e commissario alla sanità Gianni Chiodi. Questa mattina, in consiglio regionale, gli esponenti del Pd presenteranno una risoluzione urgente per ottenere la revoca del taglio del 10%, corrispondente a circa 7 milioni di euro, che la maggioranza ha attuato sulla voce di bilancio relativa alle prestazioni di riabilitazione. Saranno presenti anche i sindacati, le associazioni dei malati e gli operatori del settore, che oltre ad invocare la cancellazione del provvedimento, chiederanno di essere coinvolti in un apposito tavolo di confronto. «Questo decreto - accusa la consigliera democratica Marinella Sclocco - taglia indifferentemente tutte le prestazioni rivolte alle categorie più fragili, sia per le patologie dell'età evolutiva, che rivestono enorme importanza sanitaria e sociale, sia per le patologie dell'età adulta, ovvero post ictus, Parkinson, Alzheimer e patologie neurologiche ed ortopediche in genere». Il decreto ha effetto retroattivo e va a colpire sia le prestazioni erogate a partire dal primo gennaio scorso che quelle non ancora effettuate ma già autorizzate. «A partire dal primo agosto - rimarca Sclocco - alcuni servizi non saranno più pagati». I tagli, lineari, assegneranno alle strutture convenzionate l'ingrato compito di decidere quali prestazioni sopprimere. «Ciò, se possibile, rende questa misura ancora più odiosa - osserva il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro -. Non è affatto facile dover scegliere di mandare a casa un bimbo di 5 anni, costretto sulla carrozzina, che vede nel personale del reparto di riabilitazione la sua seconda famiglia». Oltre che a livello etico, i consiglieri del Pd condannano i tagli anche sul piano legale, politico ed economico. «Ci auguriamo che Chiodi faccia marcia indietro - è la minaccia di D'Alessandro - ma se così non fosse siamo pronti a rivolgerci al Tar, perché il principio di retroattività rende questa misura illegittima e illegale». Il capogruppo del Pd, inoltre, non ritiene che i tagli siano giustificati da reali necessità finanziarie. «Ma se anche fosse - nota D'Alessandro - sette milioni di euro, su un bilancio sanitario di 3,4 miliardi di euro, sono un'inezia e basterebbe un minuto per individuare una soluzione alternativa». Il consigliere democratico Claudio Ruffini si sofferma sulla diseconomicità del provvedimento. «Togliere il servizio di riabilitazione spinge i pazienti a farsi ricoverare in ospedale o ad andare fuori regione - rileva Ruffini - In entrambi casi a pagare, ancora più salato, è comunque la Regione».

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