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Pescara, 22/03/2026
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Data: 30/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Sfuma l’ipotesi rinvio, domani il verdetto. Prescrizione in arrivo secondo i calcoli dei giudici. Stamani le parti in aula, poi camera di consiglio

ROMA Potrebbe arrivare già domani - al più tardi giovedì - la pronuncia della Corte di cassazione sul caso Mediaset. Le ultime voci in arrivo dal Palazzaccio dicono che gli ermellini avrebbero fatto e rifatto i conti relativi alla prescrizione dei reati per i quali il Cavaliere è stato condannato in primo e secondo grado. E avrebbero concluso che il termine maturerà tra poche ore, ai primi di agosto - giorno più giorno meno: non dunque il 26 settembre, come invece calcolato dagli avvocati difensori. Il rinvio della causa di cui si è parlato nelle scorse settimane potrebbe dunque non esserci affatto e del resto fino a ieri sera nessuna istanza era stata presentata). I giudici di piazza Cavour stamattina si riuniranno per ascoltare parti. Una maxi udienza (24 testate televisive hanno chiesto di partecipare alla diretta) durante la quale Berlusconi sarà rappresentato, per la prima volta, da un principe del foro del calibro di Franco Coppi. La linea sarà quella di dimostrare la non configurabilità del reato di evasione fiscale contestato all’imputato. Quindi, in assenza di rinvio, esaurite le altre cause iscritte a ruolo, si ritireranno in camera di consiglio per la decisione. In questo caso la lettura della sentenza potrebbe arrivare, come detto, mercoledì o giovedì, e tre sono le ipotesi nel piatto: conferma dei 4 anni di reclusione (di cui 3 indultati) più i 5 di interdizione dai pubblici uffici, assoluzione, oppure annullamento con rinvio a un nuovo processo d'appello da celebrarsi a Milano. Ciò che è certo, nonostante le frasi attribuite da “Libero” al Cavaliere circa la presunta volontà di andare in carcere, è che anche in caso di condanna definitiva Berlusconi in cella non ci andrà. Nemmeno se rifiuterà, come minacciato e poi smentito a mezzo stampa, l’affidamento ai servizi sociali. In caso di mancata richiesta delle misure alternative al carcere, la procura milanese, ormai da mesi, segue infatti la linea consentita dal decreto svuotacarceri chiedendo i domiciliari per il condannato. Sulla richiesta si deve pronunciare il tribunale di Sorveglianza, ma per concederli basta il rispetto di tre requisiti: pena da scontare inferiore ai 18 mesi, domicilio idoneo e mancanza di pericolosità sociale. Infine, toccherebbe sempre alla procura inviare una comunicazione al Parlamento in relazione all'esecuzione della pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, quella che, in realtà, potrebbe avere gli effetti maggiori, soprattutto politici. Spetterebbe, infatti, a quel punto alla Giunta per le immunità votare la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore.

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