ROMA Nessuno che invochi il castigo biblico. O che lanci anatemi e maledizioni. Ma le polemiche, le punzecchiature, gli avvertimenti, i sussurri alla piazza, quelli sì, non mancano. Alla vigilia della sentenza della Cassazione che potrebbe mettere Berlusconi in off side (a vita) i veleni restano sotto traccia. È tutto un rassicurare, un convincersi a vicenda «che non cambierà niente», un riporre fiducia nel «senso di responsabilità» dei giudici ermellini. E al tempo stesso far trapelare - dall’entourage di Berlusconi - che dalla sentenza dell’Alta corte dipenderà il futuro del governo, se non proprio della legislatura.
Da Atene intanto il premier Enrico Letta spedisce una cartolina di ottimismo per infondere «serenità». Si dice sicuro che «non ci saranno terremoti» perché la situazione «è molto più stabile di come viene presentata». E per dimostrare che non «teme» la sentenza dice di lavorare al programma del prossimo anno.
MINISTRI IN CAMPO
Per svelenire il clima intervengono anche i ministri. Giampiero D’Alia, (Funzione Pubblica) dice di aver «ascoltato con attenzione le parole di Berlusconi, parole di grande responsabilità». E Anna Maria Cancellieri (Giustizia) non vede rischi. Crede che «la Cassazione farà quello che deve fare con la massima serenità» e aspetta gli eventi. Mentre il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio ammette che «un minimo di preoccupazione c'è», «anche se - aggiunge - tutti i principali attori hanno garantito che non ci saranno ripercussioni per il governo». In cuor suo, Delrio sa bene che nel Pdl si stanno già scavando le trincee. Che Arcore è già un fortino. E il Cav. sta per indossare per l’elmetto.
PREGHIAMO
Il clima da « vigilia» contagia anche il Pd. Beppe Fioroni da cattolico militante ha una soluzione mistica, «..,prendiamo il rosario e preghiamo». Mentre il presidente della Camera Laura Boldrini provando a minimizzare - durante la cerimonia del Ventaglio - fa infuriare mezzo Pdl. «Credo che singoli casi giudiziari non debbano interferire nella vita delle istituzioni», dice. E la frase fa scoppiare un putiferio. «Altro che singoli casi giudiziari! Qui si tratta di 10milioni di italiani che in caso di condanna di Berlusconi rischiano di non avere più rappresentanza politica - insorge Daniela Santanchè - Alla presidente della Camera ricordiamo che Parlamento e istituzioni rappresentano quella democrazia che con ogni probabilità domani (oggi per legge, ndr) sarà mutilata. Proprio per il ruolo che riveste, lei dovrebbe essere preoccupata quanto noi».