Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 31/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Alle urne il 25 maggio Il Consiglio dà il via libera a Chiodi. Il Pd si astiene e D’Alessandro propone marzo. I dubbi dell’Avvocatura sulla legittimità dello slittamento

PESCARA Il consiglio vuole votare il più tardi possibile. Lo ha scritto in un emendamento che ha approvato a maggioranza (il Pd si è astenuto) in cui si dà mandato al governatore Gianni Chiodi di uniformarsi alle norme sulla spending review e poter così fissare un termine oltre quello stabilito dallo statuto regionale (tra domenica 17 novembre 2013 e domenica 9 marzo 2014) per l’election-day con le europee (il 25 maggio). L’inserimento di questo codicillo era stato consigliato dall’Avvocatura dello Stato per superare una delle criticità presenti nella questione del rinvio del voto abruzzese al 2014. Il parere dell’Avvocatura, sollecitato dal ministero dell’Interno, al quale si è rivolta la Regione Abruzzo, non chiarisce infatti tutti i dubbi, e se alla fine dà un sostanziale via libera all’election day con le elezioni europee, lo fa ponendo l’accento su alcuni «profili di criticità», che non è facile rimuovere e che potrebbero portare all’impugnativa del provvedimento che indice lo svolgimento delle elezioni regionali. Che cosa dice l’Avvocatura? Innanzitutto ricorda che esiste una legge dello stato (98/11) che per garantire l’abbattimento dei costi della politica prevede l’accorpamento delle elezioni regionali e comunali con quelle nazionali, qualora si svolgano nello stesso anno, fatta salva però «la compatibilità con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti», quindi, ne caso abruzzese, dalla legge regionale. Nel comma successivo però la legge dispone l’accorpamento delle regionali e comunali con le europee, non sottoponendo il provvedimento («quasi dimenticandolo», dice l’Avvocatura), al limite della compatibilità con le leggi regionali. Secondo l’Avvocatura si tratta di una formulazione incerta che comunque farebbe «apparire» prevalente un’interpretazione in base alla quale «le elezioni del Consiglio regionale e del presidente della Giunta della Regione Abruzzo dovrebbero essere celebrate negli stessi giorni in cui si terranno le elezioni europee». Il parere però si conclude con un ammonimento e un consiglio. L’ammonimento ricorda alla Regione che nei mesi che seguiranno la scadenza naturale della legislatura la Regione sarà in ordinaria amministrazione e quindi non potrà governare nel pieno dei propri poteri. Quanto al consiglio, è quello di modificare la norma elettorale. Per evitare «i problemi che potrebbero derivare dai profili di criticità sopra evidenziati» e «fugare ogni residuo dubbio», dice l’Avvocatura, la Regione dovrebbe modificare la legge elettorale introducendo un comma in cui si dica che in ogni caso in tema di election day la legge nazionale prevale su quella regionale. Puntualmente l’emendamento è stato approvato ieri dal Consiglio regionale. Però anche qui resta un dubbio (sollevato solo da Lucrezio Paolini dell’Idv), perché in base allo statuto regionale, norme che riguardano le elezioni non possono essere approvate negli ultimi sei mesi della legislatura. Anche questo sarà tema di interpretazione. Naturalmente tutti questi dubbi verrebbero cancellati se Chiodi, in base alla naturale scadenza della legislatura disponesse il voto entro il 2013. Così la pensa per esempio il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci favorevole ad andare subito al voto perché ritiene lo slittamento a maggio un «gran pasticcio» e un tentativo del Pdl di politicizzare la tornata elettorale. Non sembra però esserci totale sintonia tra il partito e il gruppo del Pd in Regione, perché ieri il capogruppo Camillo D’Alessandro ha detto di aver proposto a Chiodi di votare a marzo. Per D’Alessandro infatti l’unica data utile nel 2013 sarebbe il 15 dicembre, ma significherebbe», ha spiegato, «condannare l'Abruzzo a subire il fenomeno dell'astensionismo, buttando circa otto milioni di euro per elezioni da partecipazione dimezzata». D’Alessandro aggiunge anche che non vuole l’election day, ben sapendo però che il governo, come dice anche l’Avvocatura, potrebbe obbligare la regione a slittare a maggio. D’Alessandro però sostiene che non ci sarà automatismo e che si voterà entro i termini dello statuto. Ieri anche il coordinatore regionale del Popolo della libertà Filippo Piccone si è detto favorevole al voto a maggio. Non è d’accordo la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, secondo la quale «la storia del risparmio delle risorse non se la beve proprio nessuno». Secondo Pezzopane, Chiodi e Pagano in questi anni «avrebbero avuto altre occasioni per risparmiare» e comunque «questa “sensibilità” a fine legislatura è davvero sospetta e ha il solo scopo di tenersi saldi sugli scranni, alla faccia della democrazia e delle scadenze di legislatura».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it