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Data: 31/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Sesso per un alloggio arrestato D’Agostino. L’assessore comunale Udc accusato di violenza sessuale e concussione. Il sindaco: imbarazzante ma noi siamo estranei

Contro di lui tre donne straniere e due italiane: ricattate per la casa popolare

CHIETI Prestazioni sessuali in cambio di un alloggio popolare regolarmente richiesto da cinque giovani donne, tre straniere e due italiane, in condizioni economiche disperate. Per questo l’assessore alle politiche della casa, Ivo D’Agostino, ieri mattina è stato arrestato - misura cautelare che trascorrerà a casa - dagli uomini della squadra mobile, coordinati dal vicequestore Francesco Costantini, nel contesto della operazione «Sex for house». Le accuse sono di violenza sessuale, tentata e consumata, aggravata in ragione del suo ruolo di amministratore pubblico e di concussione. Le indagini sono durate un mese e mezzo e partite il 6 giugno scorso, giorno in cui una donna di origini cubane che ha riferito di essere stata oggetto di attenzioni da parte dell’assessore in cambio di una casa popolare, alloggio per il quale la giovane donna era in graduatoria. Da quel momento gli uomini della Mobile, l’ispettore superiore Bruno Gasbarri, gli ispettori capo Fabrizio Purgatorio e Nicola Di Nicola e l’assistente capo Alessandro Di Michelangelo hanno continuato ad indagare e ascoltato altre quattro donne, che tra di loro non si conoscevano, e che hanno raccontato esattamente le stesse storie esposte nella prima denuncia. L’assessore le riceveva nei vari uffici del Comune, a sua disposizione in ragione delle altre deleghe - Protezione civile, Igiene e sanità, Viabilità, traffico trasporti,toponomastica. Prima incominciava a instaurare con loro una conversazione che dal confidenziale passava al pesante. Fino ad arrivare a palpeggiamenti, frugatine con le mani tra le parti intime. In un caso, ed è scritto nella ordinanza di custodia cautelare del Gip Paolo Di Geronimo, si sarebbe sceso i pantaloni e preteso che la povera donna gli toccasse il pene. E questa, sarebbe la parte, se così si può dire, più leggera perché in altri casi ha consumato veri e propri rapporti sessuali. Tutto questo avveniva negli uffici comunali centrali o in quelli periferici di viale Amendola e all’ultimo piano della scuola media Antonelli che erano a disposizione delle associazioni di Protezione civile. Con le donne l’assessore D’Agostino instaurava inoltre un rapporto assiduo di telefonate ai limiti dello stalkeraggio. In un caso gli investigatori della seconda sezione hanno assistito a una telefonata fatta a una delle parti offese dal delegato di Di Primio, mentre la donna era negli uffici della questura. «Le indagini sono state laboriose perché a parte la prima denuncia», dice il dirigente Costantini in conferenza, «le altre donne avevano paura a riferire i fatti, per paura di non avere più la casa o di perderla». «Abbiamo raccolto in un mese e mezzo le grida di dolore», continua Costantini, «di donne vessate dall’assessore. Alcune lo hanno subito completamente perché non avevano il coraggio di ribellarsi». Alcune giovani donne che facevano riferimento alla Caritas diocesana a causa del loro grave stato di indigenza, sono state accompagnate in questura dallo stesso responsabile del sodalizio religioso. Gli investigatori continuano le indagini anche perché non escludono che tra le vittime ci siano altre donne. Peraltro una delle quattro dopo il fatto sembra che sia caduta in una grave forma di depresssione. Quando ieri mattina gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare a casa, l’assesore non si è turbato più di tanto . «Ah sì, la loro parola contro la mia», ha risposto all’atto della notifica. Il pubblico ministero Lucia Anna Campo, sulla base del materiale raccolto dai poliziotti aveva chiesto il carcere. «Questi sono fatti gravissimi», ha detto il questore Filippo Barboso, ad apertura della conferenza con i cronisti, «di difficile gestione, ma che abbiamo svolto molto serenamente perché noi della polizia non ci fermiamo di fronte ai poteri forti. Perché le persone vanno tutelate e difese. Il ricatto non ci troverà dall’altro lato chiunque sia l’autore».

Il sindaco: imbarazzante ma noi siamo estranei

CHIETI «Provo profondo imbarazzo e vergogna per questa vicenda che, però, non riguarda l’amministrazione bensì la persona. Per adesso ho avocato a me tutte le deleghe dell’assessore D’Agostino. Nei prossimi giorni decideremo il da farsi». Il sindaco Umberto Di Primio è sembrato provato a margine della mattinata infuocata vissuta a palazzo d’Achille dopo il provvedimento di custodia cautelare notificato all’assessore Ivo D’Agostino, delegato dal primo cittadino alla sanità, alle politiche della casa, alla protezione civile, al traffico, alla viabilità, ai trasporti ed alla toponomastica. Incarichi “pesanti” che adesso tornano nelle mani del sindaco. Il quale, ieri mattina di buon’ora, ha chiamato con urgenza in Comune assessori e capigruppo dei partiti di maggioranza per una riunione straordinaria. L’obiettivo del faccia a faccia, che si è protratto per ore nella stanza del sindaco, è stato quello di fare quadrato intorno all’amministrazione di centro destra. Di nuovo finita nell’occhio del ciclone ma non per le bizze politiche di qualche consigliere di maggioranza scontento per la poca considerazione del sindaco. Questa volta c’è di mezzo la magistratura per uno scandalo che, qualora venisse accertato, butterebbe macigni sulla politica teatina, sempre meno credibile agli occhi di cittadini esterrefatti. Non a caso in città, ieri, non si parlava d’altro. Sotto i portici di corso Marrucino la notizia dell’arresto dell’assessore D’Agostino è rimbalzata già dalle primissime ore del mattino. Molti assessori e consiglieri sono stati intercettati dai passanti che chiedevano informazioni ai politici di turno e, soprattutto, spiegazioni su quanto accaduto. «Adesso mi aspetto attacchi da ogni dove» aggiunge il sindaco, «la speranza è che l’assessore D’Agostino possa fare chiarezza e dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati». Di tutt’altro avviso, ovviamente, i partiti di opposizione che stamattina ufficializzeranno la propria posizione nel corso di una conferenza stampa. In tanti puntano il dito sul sindaco accusato di avere precise colpe politiche in merito.

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