PESCARA Il Consiglio regionale ha approvato ieri un emendamento che consente al presidente della Regione Gianni Chiodi di fissare la data delle elezioni regionali anche oltre i termini previsti dallo Statuto (cioè il 15 marzo), in modo da uniformarsi alle norme statali in materia di finanza pubblica. Sul rinvio del voto è intervenuta ieri la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. «Il dibattito in corso - afferma - è davvero allucinante e vede impegnati, in un'azione ad personam, sia il presidente della Regione Chiodi che il presidente del Consiglio Pagano». La Pezzopane non crede alle ragioni addotte dal Pdl per rinviare il voto a maggio 2014, in modo da accoppiarlo alle europee. «La storia del risparmio delle risorse non se la beve proprio nessuno - tuona la Pezzopane -: se, in questi anni, Chiodi e Pagano avessero voluto risparmiare avrebbero potuto farlo. Questa sensibilità a fine legislatura è davvero sospetta e ha il solo scopo di tenersi saldi sugli scranni, alla faccia della democrazia e delle scadenze di legislatura». Secondo la parlamentare, in caso di rinvio oltre la scadenza della legislatura, la Regione verrebbe condannata alla paralisi visto che, come chiarisce il parere dell'Avvocatura dello Stato, dalla scadenza naturale del Consiglio regionale, a metà dicembre, fino alla proclamazione dei nuovi eletti, il presidente della Giunta e il Consiglio regionale si dovrebbero limitare agli atti di ratifica delle direttive europee, all'ordinaria amministrazione e agli atti urgenti e indifferibili. «In una regione piena di problemi, non si può certo governare solo con l'ordinaria amministrazione, e questo è un aspetto grave che Pagano omette - dichiara la senatrice aquilana -. Per evitare il rischio di un giudizio di incostituzionalità sull'accorpamento tra elezioni regionali ed europee, l'Avvocatura dello Stato ritiene necessaria una modifica della legge elettorale regionale, che implicherebbe per i consiglieri una deliberazione di proroga delle attività da marzo a maggio, cosa che consentirebbe loro di avere sei mesi di stipendio in più e di rinviare di 6 mesi il taglio dei consiglieri regionali da 45 a 31». E questo, continua Pezzopane, «solo per gestire l'ordinaria amministrazione, e quindi in un regime di attività molto inferiore al normale. Questa sarebbe dunque una legge ad personam per i consiglieri regionali, per essere prorogati e lavorare meno». Stefania Pezzopane già prevede una serie di danni incalcolabili per la comunità abruzzese, i territori e le imprese, che - dice - «avrebbero bisogno di ben altro per il lavoro, il sociale, la ricostruzione, il sostegno ai Comuni in difficoltà, oltre al mancato taglio dei costi della politica».