Il camionista che lo precedeva l’aveva avvisato che c’era un’auto in sosta. Un’Alfa 166 con targa bulgara ferma senza alcuna segnalazione. «L’ho vista!», la risposta. Ma dopo pochi secondi ha sentito lo schianto dal baracchino e quell’inferno di fuoco sollevarsi dal Tir rimasto in bilico. Il bilancio dell’incidente avvenuto lunedì sera poco dopo le 22.30 lungo la Teramo Mare, all’altezza di San Nicolò, poteva essere ancora più grave. Pochi minuti dopo, infatti, su quello stesso tratto è passato un pullman di giovani studenti di rientro da Londra. A perdere la vita sul colpo il conducente dell’autoarticolato che trasportava polli confezionati destinati a vari supermercati della provincia dell’Aquila, dov’era diretto. La vittima, di origine calabrese, si chiamava Antonio Fiorito e aveva 28 anni. L’auto in sosta era di tre romeni che l’altra sera non sarebbero dovuti stare lì perché tutti destinatari di un foglio di via emesso una settimana fa dal Questore, con precedenti per furto. Eppure c’erano e su di loro adesso si concentrano le indagini della Polizia che durante l’intervento ha scoperto alcuni scatoloni con della refurtiva che si trovavano proprio nei pressi dell’incidente. Carpenteria ed un computer nascosti nella scarpata dove il Tir è andato a finire dopo aver preso fuoco.
GLI SCATOLONI
Stando alle prime indiscrezioni si tratterebbe di materiale rubato qualche giorno fa in una fabbrica nella zona industriale di Sant’Atto. I romeni sostengono che la loro auto era in panne e per questo motivo si erano dovuti fermare. Eppure non l’avevano segnalato. Non c’era niente lungo la strada che indicasse la loro presenza e per questo motivo il conducente dell’autoarticolato ha investito l'Alfa (che potrebbe risultare rubata), ora sotto sequestro su disposizione del magistrato di turno, il pubblico ministero Laura Colica.
Il cadavere del camionista è rimasto carbonizzato nel rogo. Il 28enne è morto sul colpo a causa di un colpo sul cranio. È quanto emerso dalla ricognizione esterna. Nessuna autopsia. Il nulla osta è stato subito rilasciato. I parenti dell’uomo sono arrivati nella tarda nottata dalla Calabria.
I MISTERI
Quando è avvenuto lo schianto mortale due dei romeni erano fuori dall’auto. Il terzo, invece, era nell’abitacolo. All’arrivo della Polizia, invece, uno di loro ha tentato di darsi alla fuga, ma è stato acciuffato. Adesso dovranno chiarire perché erano lì. Stavano forse raccogliendo la refurtiva sotto il cavalcavia? La prima notte l’hanno trascorsa in Questura dopo essere stati portati al pronto soccorso di Giulianova per farsi medicare per delle leggere escoriazioni. Se gli investigatori dovessero accertare l’ipotesi di un collegamento tra i furti e la presenza dei romeni sulla Teramo mare, tra l'altro irregolari sul territorio italiano, la posizione dei tre potrebbe aggravarsi.
LA BONIFICA
Il camionista è rimasto seppellito sotto diversi quintali di pollame, il carico che il grosso camion trasportava. Le operazioni per la bonifica dell’area sono iniziate immediatamente. Sul tratto stradale, tra i caselli di Sant’Atto e di San Nicolò, il personale dell’Anas ha provveduto a ripulire.