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Pescara, 09/05/2026
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Data: 21/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Il racconto di uno dei protagonisti in ospedale. «Sono svenuto subito Non mi ricordo niente»

PESCARA. «Non ricordo molto: sono arrivato qui senza conoscenza, non ricordo la dinamica dei fatti. Ma l'importante è che stiamo bene tutti e due, nonostante il grande spavento». Parla nel letto del pronto soccorso dell'ospedale Leonardo Arminio, 52 anni di Pescara, uno dei due macchinisti alla guida del treno merci deragliato ieri mattina all'uscita dalla stazione di Pescara. Gli esami dicono che per lui e per il collega Antonino Pensabene, 56 anni di Ortona, non ci sono complicanze particolari.
Ma le famiglie e alcuni colleghi della divisione pescarese di Trenitalia sono arrivati subito al piano terra dello Spirito Santo, preoccupati dal passaparola e dalle prime notizie sulla tragedia sventata. I due ferrovieri sono arrivati a bordo delle barelle rigide, entrambi senza conoscenza, a sirene spiegate verso l'ospedale che dista poche centinaia di metri. «Sì, sono svenuto» racconta Arminio mentre la moglie, Franca Ricci, dirigente provinciale del sindacato dei ferrovieri della Cgil, la Filt, gli stringe la mano, «è presto per ricostruire la vicenda. Una volta passato lo spavento, cercherò di capire davvero cosa è successo». Lo sguardo del ferroviere è provato, ma rilassato dopo i primi accertamenti che dicono che se la caverà con pochi giorni di riposo. Situazione tranquilla anche qualche metro più in avanti, dove il suo collega Pensabene chiacchiera con i colleghi che, al cambio di turno, corrono in pronto soccorso. E' certo tuttavia che «quello è un punto molto pericoloso» dicono, «i due segnali del terzo e quarto binario sono estremamente ravvicinati e questo provoca spesso confusione». Tutti però preferiscono aspettare, «ora siamo solo contenti che i nostri colleghi stiano bene».
Parlano di allarme-sicurezza i vertici della Fit-Cisl, che sottolinea che «il disastro è stato solo sfiorato», e tornano a richiamare l'attenzione su «una impiantistica che evidentemente non esclude la possibilità di errore, come già avvenuto alcuni anni fa nello stesso punto».

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