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Data: 31/07/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
Ammortizzatori sociali - Trasporto locale, niente Fondo ai piccoli

Le organizzazioni datoriali Astra e Anav hanno recentemente sottoscritto con le organizzazioni sindacali di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl un accordo per l'istituzione del Fondo di Solidarietà per il settore autoferrotranvieri in applicazione di quanto previsto, da ultimo, dalla Riforma del mercato del lavoro introdotta dalla legge n. 92/2012.

Questo Fondo - per la cui concreta attuazione dovrà essere emanato entro tre mesi uno specifico decreto ministeriale Lavoro/Economia - è totalmente finanziato dalle aziende e dai lavoratori cui si applica il contratto collettivo autoferrotranvieri.

Vi rientrano pertanto tutti i dipendenti delle aziende di trasporto, sia pubbliche sia private (circa 120.000 persone), a condizione che occupino mediamente più di 15 dipendenti e facciano domanda di iscrizione al Fondo stesso.

In applicazione dell'accordo sottoscritto lo scorso 7 luglio potranno essere erogate le seguenti prestazioni:

a) assegni ordinari (in pratica trattamenti di cassa integrazione) alle persone sospese dal lavoro o lavoranti a orario ridotto; l'assegno sarà pari all'80% della retribuzione e verrà corrisposto per un periodo massimo di 90 giorni in un biennio, eccezionalmente prorogabile a 12 mesi complessivi;

b) assegni integrativi dell'indennità Aspi (la vecchia indennità di disoccupazione) in caso di licenziamento; l'assegno verrà corrisposto con una maggiorazione di 173 euro mensili per tutto il periodo di fruizione dell'indennità Aspi e, senza maggiorazione, per i successivi 18 mesi;

c) assegni straordinari (e cioè pensionamenti anticipati) per un periodo massimo di 5 anni dalla cessazione dell'attività a coloro che maturano il diritto alla pensione entro 60 mesi; queste persone avranno diritto inoltre al versamento per tutto il periodo di fruizione dell'assegno straordinario di una contribuzione uguale a quella che era loro dovuta dall'azienda durante il rapporto di lavoro;

d) programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale.

Questo Fondo - analogamente a quanto avviene per tutti gli altri Fondi di solidarietà (banche, società di assicurazione, settore volo, Poste, ecc.) - assicura dunque a tutti gli autoferrotranvieri dipendenti da aziende che sono o che potranno entrare in crisi un sistema di ammortizzatori sociali molto più favorevole, per importi mensili e per durata, di quello spettante alla generalità dei lavoratori. Le associazioni del settore, che si battevano da tempo per la costituzione del Fondo, prevedono che nei prossimi anni rischiano il licenziamento 8/9000 persone.

(Ben venga dunque il nuovo Fondo. L'augurio è che la sua entrata in funzione serva anche ad evitare la proclamazione di continui scioperi, avvenuti in molti casi addirittura senza preavviso.

Un'ultima osservazione: non potranno fruire del Fondo e quindi di ammortizzatori sociali migliori i lavoratori delle aziende di trasporto con meno di 15 dipendenti. È una disparità di trattamento a mio avviso molto grave e, al limite, illegittima.

Una disparità espressamente voluta dalla Riforma Fornero e che vale non solo per questo settore ma per tutti i lavoratori delle aziende di piccole dimensioni, aziende che in tanti sostengono che sono alla base dell'intero sistema economico italiano.

Una disparità di trattamento e un'esclusione di cui nessuno finora ha avuto il coraggio di parlare né i partiti né i sindacati né i tanti esperti della materia.

Purtroppo anche questa è l'Italia di oggi.

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