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Data: 31/07/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Cresa: 2012 nero, aumenta la povertà in Abruzzo

L'AQUILA Abruzzesi sempre più poveri. Il rapporto 2012 del Cresa su “Economia e società in Abruzzo”, presentato ieri all'Aquila, parla chiaro. Aumentano le famiglie in difficoltà economiche, che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Il dato è allarmante: il 16,5 per cento della popolazione vive in uno stato di povertà relativa, contro il 12,7 per cento della media italiana. In un solo anno la soglia degli indigenti è aumentata di quattro punti percentuali. E non è tutto. Nel corso del 2012 la situazione del mercato del lavoro in Abruzzo è gradualmente peggiorata. L’occupazione ha mostrato una certa tenuta, anche in virtù di un importante ricorso alla Cassa integrazione guadagni. D’altra parte, il notevole incrementodelle persone in cerca di occupazione ha determinato un aumento del tasso di disoccupazione (10,8%), in particolare fra le classi di età più giovani. «L'Abruzzo ha registrato, nel 2012, una riduzione del 3% del Pil dovuta principalmente alla caduta della domanda interna», ha spiegato il presidente del Cresa, Lorenzo Santilli, «la domanda estera ha dato un impulso moderatamente positivo, ma la crisi che ha investito la nostra regione è marcata e si è sovrapposta agli effetti del sisma del 2009». Tra il 2001 e il 2007 il Pil abruzzese è cresciuto ad un tasso medio annuo dello 0,6 per cento, circa la metà di quello nazionale. Fra il 2008 e il 2012 il Pil è diminuito del 7,2 per cento. Anche il sistema delle imprese ha subìto dei contraccolpi, con una contrazione dell'1,7% rispetto all'anno precedente. «Il calo», sottolinea Santilli, «ha interessato soprattutto i settori dell'agricoltura, delle costruzioni, del manifatturiero e del commercio». Le imprese manifatturiere mostrano un calo del 15% rispetto al 2006. A avere un po' di respiro sono solo le attività legate alla ricostruzione, come conferma il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco: «Pur se in un contesto di forte incertezza, l'edilizia ha attenuato la contrazione dei livelli produttivi. A fine 2012 erano attive 19.953 imprese, il 3 per cento in meno rispetto al 2011. L'edilizia abitativa ha sperimentato una forte caduta, pari al 20% in meno, frutto della crisi economica a cui si sono sommati difficoltà di accesso al credito e inasprimento della pressione fiscale». In contrazione anche le gare d'appalto per le opere pubbliche, con un valore più che dimezzato rispetto al 2011, eccezion fatta per la provincia di Teramo. In calo turismo (-2,3%) ed esportazioni (-4,8%).

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