Chi ha detto che per combattere l'inquinamento servono ricette futuribili si sbaglia di grosso. Alle volte basta mollare un po' il pedale dell'acceleratore per ridurre, almeno in parte, le concentrazioni di inquinanti che attanagliano le nostre città. E' quanto pensano in Belgio, dove da giorni gli automobilisti in transito sulle strade e autostrade delle Fiandre (nord del Belgio) e della Vallonia (nel sud) sono costretti, loro malgrado, a ridurre la loro velocità dai 120 ai 90 chilometri orari. E non è tutto. La misura, inserita nel piano per far fronte ai cambiamenti climatici, prevede, tra l'altro, di spegnere da mezzanotte e mezza fino all'alba tutti i lampioni che illuminano i tratti autostradali. "E' scientificamente provato che una vettura consumi il 30% di meno se viaggia a 50 chilometri orari invece che a 80", dichiara da Bruxelles l'Assessore all'ambiente, Evelyne Huytebroeck. Gli automobilisti, però, non l'hanno presa proprio bene. Ma chi non si è adeguato ha fatto i conti con l'implacabile polizia stradale: "Abiamo spiccato più di sette contravvenzioni al minuto", dice con una punta di sadismo un agente alle porte di Bruxelles. A quanto pare la "via belga" piace alla Commissione europea: nei giorni scorsi i titolare all'Ambiente, il greco Stavros Dimas, si è augurato che misure del genere siano adottate in tutti i Paesi della Ue. E anche nel nostro paese non sono mancate dichiarazioni di intenti: "Per salvare i nostri polmoni non basta far tacere i motori delle città, bisogna chiudere il rubinetto dello smog che ci piove addosso dalle autostrade". Parole del ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, che aggiunge, "già oggi in caso di nebbia, il limite massimo di velocità sulle autostrade scende da 130 a 110: dobbiamo applicare lo stesso principio all'emergenza polveri sottili". Staremo a vedere.