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Data: 21/03/2007
Testata giornalistica: Prima da Noi
Lo stato maggiore dell'Ulivo difende Pina Fasciani «linciata» da "W l'Italia"

ABRUZZO. Dopo la trasmissione televisiva "W l'Italia" i parlamentari abruzzesi esprimono la loro piena solidarietà alla collega "presa di mira" nell'inchiesta giornalistica. Non vengono risparmiate dure critiche a giornalista e programma e si interpella direttamente il presidente della Rai Petruccioli perchè prenda provvedimenti.
Fa discutere ancora in Abruzzo la trasmissione di Rai Tre, andata in onda domenica sera, di Riccardo Iacona, che ha messo in luce attraverso una serie di interviste le conseguenze della attuale legge elettorale che di fatto demanda in capo alle direzioni dei partiti la decisione dei candidati da portare in Parlamento. Come esempio lampante di deputato "sconosciuto al territorio" è stato preso il caso della Ds Pina Fasciani.


Così oggi praticamente tutti i parlamentari abruzzesi, fra deputati e senatori se ne contano 11, «intendono testimoniare la loro solidarietà alla collega ingiustamente presa come esempio nazionale degli effetti negativi prodotti da una brutta legge elettorale».
«La collega che abbiamo conosciuto e apprezzato per la serietà, l'impegno e la passione con cui svolge il proprio mandato saprà sicuramente meritare con il suo lavoro la fiducia dei cittadini abruzzesi», hanno detto i deputati abruzzesi.
D'altronde già nella trasmissione la stessa Fasciani aveva chiaramente detto di ritenersi un volto nuovo e di volere essere giudicata solo per il lavoro svolto, assicurando il massimo impegno da parte sua.
Oltre alla solidarietà, tuttavia, non si registrano fattivi impegni volti alla cancellazione della "brutta legge elettorale" che avrebbe contribuito e, tra l'altro, ad allontanare ancora di più i partiti dalla gente.
Cambiare la legge probabilmente potrebbe significare anche riconquistare fiducia da parte dell'elettorato. Ma per ora, nulla si muove.
Così il senatore Nevio Felicetti ha voluto fare di più e spingersi oltre inviando una lettera scritta di proprio pugno direttamente al direttore della Rai Claudio Petruccioli.
«Vorrei pregarti di visionare se ti fosse sfuggito quel servizio giornalistico» consiglia il senatore al dirigente Rai, «non tanto e non solo per deplorare con me la profondità della lacerazione che si è prodotta fra i Democratici di sinistra a Pescara che fa quasi disperare, quanto per esprimere un giudizio sulla tollerabilità del servizio di un giornalista Rai che ha fatto la scelta di schierarsi e di prestarsi ad una vergognosa azione di linciaggio contro un deputato in carica. Non ti pare che così si stia pericolosamente passando il limite del lecito e della decenza politica? Scusa lo sfogo un abbraccio affettuoso».
Ha voluto aggiungersi al coro anche il membro della commissione bicamerale di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Emilia De Biasi, anche lei ha scritto una lettera sdegnata al presidente della Rai.
«Mi chiedo se si possa annoverare fra i prodotti di qualità la trasmissione del signor Riccardo Iacona, visti i toni, la parzialità e la virulenza nel voler dimostrare una tesi», scrive l'onorevole De Biasi. «E' discutibile anche un pò qualunquista paragonare lo stipendio di un parlamentare con il salario di un operaio Fiat. Ha il sapore di altri tempi vuole dimostrare con le immagini che quella sì che è produzione. E infatti si vede un'automobile. E parlamentari, invece, che producono? Essi gravano come parassiti sulla comunità operosa. Giudizi soggettivi, presidente, fin qui le solite lamentele di categoria. E tuttavia spetta di poter vedere un confronto fra le retribuzioni di un operaio quelle di un giornalista Rai, che porrà sempre un'azienda pubblica».
Ma il membro della commissione di vigilanza continua il suo duro attacco contro il giornalista e il suo metodo di indagine; viene contestata l'intervista fuori i cancelli della patria e al mercato ortofrutticolo definendolo ironicamente un «metodo scientifico».
«Questo sì che è il giornalismo d'inchiesta, perbacco. Perché la tesi del signor Iacona è che l'onorevole Pina Fasciani è tale perché scelta non in base al curriculum o alle capacità ma sulla base di giochi di potere. La trasmissione prosegue con interviste di critica alla deputata senza contraddittorio. Su casi come questi la par condicio è un miraggio».
Viene infine criticata anche l'intervista alla stessa deputata, i temi trattati, il tempo concesso.

Parole molto dure scatenate contro il lavoro di un giornalista -che per fortuna è sotto gli occhi di tutti-, parole che probabilmente fanno trasparire una malattia tutta abruzzese (o italiana?) che è quella di una certa insofferenza di una classe politica ed imprenditoriale allergica alla libertà stampa, la quale solo raramente si traduce in giornalismo d'inchiesta.

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