PESCARA «Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, evidentemente occupato nella ricerca della data più utile per svolgere le prossime elezioni regionali, ha dato l’ennesima prova di lontananza dai problemi della sua comunità decretando che all’aeroporto d’Abruzzo il servizio di taxi sarà assicurato da un miscuglio di sigle e società territoriali ma rinviando la specifica regolamentazione ai comuni interessati». A parlare sono il capogruppo del Pd in Comune Moreno Di Pietrantonio e il vice Enzo Del Vecchio che spiegano: «E’ una soluzione pilatesca che evidenzia la scarsa conoscenza del problema, peraltro aggravata dall’erronea considerazione che nell’area ove insiste l’aeroporto ricade anche il territorio del Comune di Chieti e che rischia di acuire i già tesi rapporti tra gli operatori e soprattutto mortificando e svilendo quelli della città di Pescara». Secondo i due consiglieri comunali del Pd «il potere sostitutivo previsto dalla legge nazionale, in assenza di un’intesa tra i comuni interessati, assunto dal presidente Chiodi, si è tradotto in una non decisione avendo lo stesso presidente decretato all’articolo 4, che “Ai comuni compete l’approvazione di una disciplina uniforme del servizio”». «In concreto il presidente Chiodi», proseguono i due, «ha solo teso una mano alle rimostranze del Comune di Chieti ma, di fatto, ha decretato un aumento della confusione nella gestione del servizio presso l’aeroporto d’Abruzzo con gravi ripercussioni, anche di ordine pubblico, tra gli stessi operatori dei taxi». Ancora Di Pietrantonio e Del Vecchio commentano: «Un fatto grave e unico nel panorama nazionale, quella della decretazione del presidente che attiverà le opportune forme di tutela giurisdizionale da parte degli operatori di Pescara ma che non potrà non vedere l’amministrazione comunale di Pescara impegnata in tutte le sedi e in ogni forma per garantire le giuste tutele a una categoria da sempre impegnata responsabilmente ad erogare un servizio qualitativamente elevato e non solo nel bacino aeroportuale ma anche con forme di collaborazioni di rilevo sociale per particolari e determinate aree del territorio cittadino».