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Data: 21/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, i veti bloccano la commissione. Centrosinistra diviso su cliniche private e tagli agli ospedali

Sulle case di cura nasce una maggioranza trasversale. Emendamenti, vertice dell'Unione per una intesa

L'AQUILA. Aperta e chiusa in cinque minuti. E' quanto accaduto ieri mattina ai lavori della Commissione regionale sulla sanità. L'incontro era impegnativo, sul tavolo 129 emendamenti al piano di riordino della rete ospedaliera, dei quali 83 della stessa maggioranza e 46 della minoranza di centrodestra. Veti incrociati e mancati accordi hanno fatto saltare l'incontro che, tra l'altro, si annunciava come «riunione fiume». L'Unione è subito corsa ai ripari per capire come muoversi e magari trovare una accordo.
Il tempo, infatti, stringe. Il 27 marzo il piano dovrà essere portato all'esame del governo nazionale. Fatto più significativo, inoltre, sarà il prossimo 15 aprile, quando scade il primo «step», ossia l'appuntamento con i tecnici del ministero della salute che monitoreranno gli impegni presi nell'ambito del piano di rientro del deficit della sanità aabruzzese. Ieri lo stop avuto in commissione non fa sperare per il meglio. In ballo ci sono gli interessi enormi della sanità, sia pubblica che privata. Nella commissione i lavori si sono arenati per quanti nella stessa maggioranza si «interessano delle problematiche» poste dalle cliniche. Si tratta di una formazione politica trasversale che lambisce Margherita, Ds, Sdi e Forza Italia; decisa e non far troppo penalizzare gli interessi degli imprenditori della sanità privata.
Su un altro fronte, quello della sanità pubblica, invece ci sono consiglieri regionali che sono cauti sui tagli a strutture e servizi. L'accordo nell'Uione non è a portata di mano, così si è scelto un compromesso. Riaprire oggi i lavori della commissione per portare avanti, almeno, le cose sulle quali c'è una intesa, ed aspettare che domani o al massimo venerdì si decida collegialmente sulle scelte unitarie.
A gridare allo scandalo è An. «L'atteggiamento di rinvii e veti la dice lunga sulla bontà dei provvedimenti», commenta Fabbrizio Di Stefano, An, «l'Unione litiga su tutto. Poi se ci saranno altri ritardi, non si dica che è colpa dell'opposizione che conduce una politica ostruzionistica. E' in atto un doppio scontro, di campanile e sull'approccio alla sanità privata».
Malgrado le polemiche ieri il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco, ha promulgato la legge relativa a «misure finanziarie urgenti per il Piano di risanamento del sistema sanitario regionale». Il provvedimento legislativo, oltre a destinare il gettito fiscale Irap ed Irpef al risanamento del sistema sanitario regionale, prevede che «per l'esercizio 2007 il pareggio di bilancio della Regione Abruzzo, sia assicurato mediante l'attuazione di un piano straordinario di dismissioni di immobili appartenenti al patrimonio della Regione e delle Aziende sanitarie locali regionali».
La giunta approverà, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge, l'elenco dei beni da dismettere. Il piano comprende beni per un valore stimato non inferiore ad 101 milioni di euro».

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