Duemila euro al mese oltre l'indennità per partecipare ai lavori del Consiglio
Pescara.-Scandaloso, dice Paolo Tancredi di Forza Italia. Scandalosi i gruppi "monodose" e i loro rappresentanti in consiglio regionale che moltiplicano i costi della politica e che sommano lo stipendio all'indennità del gruppo a quella del consigliere e poi di capogruppo, ma scherziamo, capigruppo di se stessi? Scandaloso perchè poi i gruppi si moltiplicano, perchè i politici ci prendono gusto e allora chi gliela fa fare per esempio a Vito Domenici che ha aderito all'Udc a lasciare il gruppo misto che significa, per lui e per tutti gli altri cinque single, oltre ai segni più anche due dipendenti di cui uno preso al di fuori della Regione: una cosa sono otto mila euro un'altra 13.078,46 che sono quelli che intascano i sei consiglieri dei gruppi monodose. «Scandaloso perchè poi proliferano e si riproducono - spiega l'esponente azzurro - come è successo per l'Unione per la cui costituzione il centrosinistra ha dovuto cambiare il regolamento, o per la tentazione che venne all'ex presidente della Regione di formare un gruppo a sè. E quante tentazioni vanno ancora in giro».
Tante. E' un pozzo profondo e generoso il bilancio della Regione, al quale i consiglieri attingono a piene mani. Basti pensare che la Regione paga a parte, proprio così, il lavoro dei consiglieri: duemila euro forfettari mensili soltanto per partecipare ai consigli regionali e alle commissioni, cioè per il lavoro, vero e proprio dell'eletto (in tutti i sensi). Come se gli ottomila e passa euro di stipendio base venissero erogati così, tanto per gradire, solo per attestare l'esistenza in vita del consigliere, già esserci è l'ottanta per cento del lavoro diceva Woody Allen in un celebre film. Così è anche per loro, i nostri rappresentanti. Ai quali però vengono sottratti 200 euro per ogni filone in consiglio o in commissione, ma basta arrivare all'inizio farsi vedere e poi sparire, rivela un consigliere assenteista: tecniche di sopravvivenza economica, insomma. E allora tiriamo le somme: un consigliere "monodose" prende 8.082 euro di stipendio base, più 750 euro del gruppo più 516,46 come membro del gruppo più l'indennità di capogruppo che è di 1.865 euro, più duemila euro di partecipazione ai consigli e se poco poco è anche presidente di commissione arriverà alla bellezza di 15.078,46 euro al mese. Senza contare i benefit. Quello che un vigile urbano guadagna in un anno.
«Per i gruppi monodose bisognerebbe modificare il regolamento - dice il presidente della Commissione Bilancio Angelo Orlando, Rifondazione (anche lui componente monodose nella precedente legislature, ammette) - Si può anche configurare uno sperpero, ma ormai questa è prassi diffusa in tutte le regioni». In tutte, infatti. Nel Lazio addirittura i consiglieri intascano molto ma molto di più, giustifica gli avversari Tancredi, «senza contare che anche gli assessori esterni rappresentano un bello sperpero di denaro pubblico, perchè non applichiamo da subito il nuovo Statuto?». Ma l'Abruzzo è sull'orlo dell'abisso, ha il bilancio in rosso e ha deciso di andare a chiedere un finanziamento speciale allo Stato: uno stato di emergenza che richiederebbe una stretta di cintura generalizzata, tanto per non tartassare solo i cittadini.
Invece niente. Il disegno di legge taglia-aumenti dell'assessore Giovanni D' Amico è stato esaminato e archiviato, la proposta presentata da Angelo Orlando è che si condensava in una sola parola, "sospensione", ha fatto la stessa fine. «Ma no, è stata solo rinviata, adesso siamo troppo impegnati col piano di riordino della rete ospedaliera, è solo un problema di tempo», profetizza Orlando. Questione di tempo: tanto ogni mese che passa non sono mica bruscolini.