Vergogna. Linciaggio. Indignazione. Gogna mediatica. Derubricato a mera bega politica in casa Ds a Pescara, il caso-Fasciani diventa dinamite pronta ad esplodere in casa Rai. Il servizio di Riccardo Iacona sul tema Pane e politica, andato in onda domenica scorsa su Rai tre nell'ultima puntata della trasmissione W L'Italia, non è andato giù ai parlamentari abruzzesi dell'Unione e non solo.
Pina Fasciani, eletta alla Camera nel collegio di Pescara, è stata esposta quale esempio nazionale di una contestatissima legge elettorale che per effetto di candidature decise nelle segreterie di partito ha portato a Roma - questa la tesi del servizio - deputati scollati dalla società e soprattutto dall'elettorato. Condivisibile che la legge sia una porcata, ma non è attaccando l'onorevole-sconosciuta di Pescara che si aggiusta il danno, piuttosto sarà utile cambiare in fretta la legge, dicono i parlamentari a difesa della collega "offesa e derisa" in tivù.
Mentre la Fasciani pensa di scrivere una lettera aperta al giornalista Riccardo Iacona, una valanga di proteste è stata rovesciata ieri all'indirizzo di Claudio Petruccioli, presidente della Rai. Il primo a manifestare amarezza e disappunto per l'accaduto, esprimendo solidarietà a Pina Fasciani è stato il senatore Nevio Felicetti, seguito dall'onorevole Emilia De Biasi, della commissione di vigilanza Rai. In una nota scritta di suo pugno, Felicetti si rivolge così a Petruccioli: «Carissimo Claudio, ti scrivo non tanto e non solo per deplorare la profondità della lacerazione che si è prodotta nei Ds a Pescara, che fa quasi disperare, quanto per esprimere un giudizio sulla tollerabilità del servizio di un giornalista Rai che ha fatto la scelta di schierarsi e di prestarsi a una vergognosa azione di linciaggio contro un deputato in carica...». In piena sintonia la De Biasi, che nella sua nota deplora l'immagine dei parlamentari offerta da quel servizio televisivo, politici che non producono e che anzi «gravano come parassiti sulla comunità operosa». E va oltre, la De Biasi, criticando il mancato contraddittorio in trasmissione tra la Fasciani e gli intervistati contrari alla sua candidatura a Pescara. «Vergogna, presidente» scrive la De Biasi a Petruccioli, «perché tanto accanimento su una donna giovane e capace?». Sostegno e solidarietà all'onorevole-sconosciuta sono arrivati dal sottosegretario allo sport Giovanni Lolli: «Pina appartiene a quel gruppo di persone che ha dedicato la vita all'impegno politico, con onestà e rigore». Non sono stati da meno gli altri colleghi parlamentari abruzzesi Nicola Crisci, Massimo Cialente, Giovanni Legnini, Carlo Costantini, Maurizio Acerbo, Lanfranco Tenaglia, Giorgio D'Ambrosio, Dante D'Elpidio, Mariza Bafile, Antonio Razzi e Paolo Gambescia: «La collega che abbiamo conosciuto e apprezzato per la serietà l'impegno e la passione con cui svolge il proprio mandato - scrivono - saprà sicuramente meritare con il suo lavoro la fiducia dei cittadini abruzzesi». Ed è esattamente questo che la Fasciani intende fare, come del resto sta già facendo. Sotto la Quercia di Pescara, invece, Gianni Melilla condanna «la logica dello scontro pregiudiziale che oggi prevale» e auspica che i Ds «sappiano recuperare la capacità di confronto che, anche con litigi, portava a decisioni poi rispettate da tutti».