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Pescara, 09/05/2026
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Data: 22/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
I precari fanno crescere l'occupazione in Abruzzo. Creati 6mila posti di lavoro nel 2006 Balzo dei servizi, arretra l'industria

PESCARA. L'Abruzzo non si smentisce. Economicamente resta una terra di confine, con la testa al Nord e i piedi piantati nel Mezzogiorno. Un laboratorio dove coesistono le eccellenze della Micron, della Sevel, dell'Honda e di alcune medie imprese come la Tecnomatic, con l'economia matura e contoterzista del tessile-abbigliamento teramano. Una regione dove il terziario avanza impetuosamente (e solo al terziario si deve il segno positivo nella colonna dell'occupazione), trascinato più dai centri commerciali che dai servizi alle imprese, mentre l'industria e l'agricoltura perdono costantemente terreno.
È il quadro che emerge dai dati Istat sul mercato del lavoro nella regione. Nel 2006 gli occupati sono cresciuti di seimila unità, da 492mila a 498 mila, con una variazione dell'1,2% rispetto al 2005, una crescita inferiore agli altri distretti e sostenuta soprattutto dagli assunti a tempo determinato, che rappresentano circa il 13% del totale e sono in crescita costante. Diminuisce di conseguenza il tasso di disoccupazione, dal 7,9% al 6,5%, un -1,4% che è migliore rispetto al dato nazionale e soprattutto al centro-Nord, ma è peggiore rispetto al Mezzogiorno (-2,1%) che però partiva da un dato a due cifre, 14,3%.
Il calo della disoccupazione ha però anche un risvolto negativo, perché contemporaneamente sono calate di quasi duemila unità le persone in cerca di occupazione (da 37mila a 35mila) un segno di scoragggiamento, secondo gli analisti, che coinvolge soprattutto le donne.
L'andamento dell'occupazione per settori vede il terziario in testa con 11 mila occupati in più nell'anno (dai 320 mila del 2005 ai 331 mila del 2006, +3,4%) mentre l'industria ne perde 2mila (da 151mila a 149mila) e l'agricoltura tremila (da 21mila a 18mila, 18%). I servizi rappresentano dunque il 66,5% di tutti gli occupati, un dato leggermente superiore a quello nazionale (65,6%).
Cauto ma positivo il commento del presidente della Regione. Secondo Ottaviano Del Turco i dati «mostrano una buona tenuta della nostra regione e in ogni caso smentiscono una rappresentazione drammatica delle condizioni del lavoro nella nostra terra. Mi sembra», aggiunge, «che sia particolarmente rilevante la discesa del tasso di disoccupazione con una percentuale più consistente della media nazionale. Restano gravi contraddizioni territoriali, prima fra tutte la situazione della Valle Peligna che ha bisogno di qualcosa di più della solidarietà delle istituzioni». Proprio riguardo alla crisi della Valle Peligna che domani si fermerà per uno sciopero generale, Del Turco ha annunciato di aver chiesto alla maggioranza di tenere in quell'area la prossima riunione, «perchè tutti possa toccare con mano quanto sia grande e profonda quella crisi e quanto sia importante dare segnali di un'attenzione che non sia solo quella del presidente della Regione».

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