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Data: 22/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Taglio Ici sulla prima casa, si dovrà aspettare. Il governo frena sull'uso delle maggiori risorse. Doccia fredda sulle attese delle famiglie che avrebbero risparmiato ben 413 euro a Roma

Forse in Finanziaria o nel decreto sulle rendite che porterà la tassa sugli affitti al 20%

ROMA. Doccia fredda sulle speranze di una riduzione dell'Ici in tempi brevi. Nonostante la maggioranza insista sulla destinazione al taglio dell'imposta sulla prima casa delle maggiori risorse, il governo frena sia sullo strumento da adottare sia sui tempi. Non solo, due dei sottosegretari all'Economia, Lettieri e Grandi, sembrano avere in materia pareri discordi, quasi opposti. «Al momento - dice Mario Lettieri, Margherita - sembra più probabile che l'Ici possa trovare spazio nella prossima Finanziaria».
«Mentre gli sgravi e l'aliquota al 20% - aggiunge - sugli affitti potrebbero entrare nel disegno di legge sulle rendite all'esame della Camera». «Se si decide di non intervenire subito con un decreto, e non mi sembra nell'aria a breve - dice Alfiero Grandi, Ds - il veicolo giusto per le misure annunciate da Prodi (Ici, sgravi sugli affitti) è una delega al disegno di legge sulla tassazione delle rendite».
Oggi, in Commissione Finanze, alla Camera, riunione dei capigruppo dell'Unione per fare il punto sul disegno di legge sulle rendite. «Vogliamo riavviare l'esame del ddl e verificare se si possono inserire aliquota sugli affitti e Ici», dice Laura Fincato, Ulivo. «Comunque sia, le rendite finanziarie diverranno operative dal 2008», anticipa Grandi. Un taglio dell'Ici sulla prima casa farebbe risparmiare, in media, 413 euro a ogni famiglia romana, 356 ai padovani, 332 a Pisa e via scendendo fino 33 euro delle famiglie di Trento. La classifica la realizza la Cgia di Mestre e mostra come Roma abbia un gettito di 319 milioni e 739mila euro Milano quasi della metà, 115 milioni e 787mila. Dietro all'extragettito, oltre alla ripresa economica, c'è la lotta all'evasione fiscale. Solo che le cose non vanno ancora benissimo. «Siamo ben lungi dall'aver battuto l'evasione fiscale - dice Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate, durante un'audizione al Senato - E' un problema non risolto. Il contrasto è fatto di buona azione continua, non credo che i sistemi informatici possano fare miracoli da soli». Intanto l'Agenzia delle Entrate ha reso più difficile entrare nell'anagrafe tributaria, quella dove mesi fa qualcuno si è intufolato per vedere i redditi di politici e calciatori, poi ha messo a punto un piano di azione che quest'anno dovrebbe raddoppiare i controlli, aumentare gli studi di settore sottoposti a revisione, agire soprattutto contro le grandi imprese.
«Nel 2007 - si legge nelle tabelle dell'Agenzia delle Entrate - sarà incrementato il numero dei controlli nei confronti dei soggetti con volume d'affari o compensi superiori a 25 milioni e 822mila 825 euro». Lo scorso anno furono 960, nel 2007 saranno 1500. Aumenta anche il numero degli studi di settore che saranno rivisti, si passa da 46 a 65 interessando fra un milione e mezzo e 2 milioni di contribuenti. «Gli studi di settore - spiega Romano - sono fondamentali a patto che ci sia una veridicità delle informazioni ai fini del calcolo. Il taroccamento dei dati è invece diventata una delle mode nazionali». I controlli nel settore immobiliare - dicono ancora di dati dell'Agenzia - nel 2006 sono stati 12mila 453 e hanno accertato un'evasione di 954,7 milioni di euro.

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