A nove giorni dal congresso provinciale - il 30 e il 31 marzo a Montesilvano - tira aria da resa dei conti in casa Ds a Pescara e non è una sorpresa per nessuno. Il servizio andato in onda domenica scorsa su Rai 3 e che ha rappresentato Pina Fasciani come l'onorevole sconosciuta entrata alla Camera solo per volontà del partito s'è rivelato il classico cerino acceso su una miccia innescata da troppo tempo. Lo strappo interno è consumato e per la ratifica manca solo l'ultimo atto, quello del congresso, che vedrà lo scontro tra mozione Mussi e mozione Fassino. La sinistra non sta però a guardare e nel frattempo dà fuoco alle polveri con un'accusa pesantissima ai fassiniani: quella d'aver organizzato un mercato delle tessere in modo da pesare di più e in misura determinante nelle decisioni di partito. Sull'argomento è stata annunciata una conferenza stampa per oggi, a meno di mediazioni.
La Fasciani ha intanto ritrovato fiducia incassando la solidarietà del sottosegretario Lolli, della collega De Biasi, del senatore Felicetti e di tutti i parlamentari abruzzesi dell'Unione (atti riportati sul suo sito web www.pinafasciani.it). Come annunciato, ha anche scritto una lettera aperta a Riccardo Iacona, il giornalista Rai autore del servizio di W L'Italia su Pane e politica dal quale lei, ex sindacalista cresciuta nel Pci e poi sotto la Quercia, è uscita a pezzi. Eppure "l'onorevole sconosciuta" dovrebbe aver imparato a non abboccare: lei che, fresca d'elezione, si ritrovò con un amo in bocca mangiando insalata di polpo al ristorante della Camera; sempre lei fu presa in contropiede dalle Iene quando rispose davanti alle telecamere che il papa si chiama Giovanni Paolo VI.
La lettera della Fasciani a Iacona è stata pubblicata ieri su L'Unità, pacata nei toni, puntuale nel ricostruire i fatti e garbata anche nel rimproverare al giornalista d'aver rappresentato i fatti con parzialità. «Sono pienamente d'accordo con te che la legge elettorale voluta dal centrodestra ha creato una profonda lacerazione tra elettori ed eletti» dice in un passaggio la parlamentare abruzzese, la quale aggiunge: «Non ti nascondo la mia amarezza per la parzialità delle informazioni da te trasmesse circa il percorso seguito dai Ds per candidarmi... Le sezioni della provincia di Pescara avevano proposto, a maggioranza, il mio nome, approvata dal direttivo con 75 voti su 110: perché questo non lo hai detto? Perchè, pur avendomi accompagnata per due giorni per conoscere il mio impegno sul territorio hai evitato di parlare delle iniziative che hai filmato?». La Fasciani dice poi a Iacona: «Hai visto quel che volevi vedere, qualcosa che ha a che fare con il congresso Ds? Forse». L'amarezza dell'onorevole traspare da un'ultima considerazione su Iacona: «Mi chiedo: se non sono i giornalisti come te a raccontare il "vero" chi lo dovrebbe fare?... Il rischio è che si lasci annegare il "buono" che c'è nella palude dell'antipolitica e del qualunquismo che tutto travolge».