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Pescara, 06/10/2022
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Data: 28/08/2013
Testata giornalistica: Ferpress
La crisi dell'Arpa - Abruzzo: la Filt Cgil torna a chiedere le dimissioni immediate dei vertici Arpa

La Filt Cgil Abruzzo ritorna a scagliarsi contro i vertici di Arpa Spa, la società di trasporto regionale. “Rompendo quel tentativo di omertà e di offuscamento sulle reali e drammatiche condizioni in cui versa l’azienda regionale di trasporti Arpa Spa, – si legge in una nota di denuncia del sindacato – la Filt Cgil ha pubblicamente denunciato una condizione allarmante, chiedendo la testa di coloro che hanno determinato, attraverso scelte manageriali discutibili, l’affossamento della società ovvero il Presidente Massimo Cirulli e il suo Cda, il Direttore Generale Michele Valentini e il Collegio Sindacale presieduto da Giuseppe Gagliardi”.
La Filt Cgil Abruzzo sottolinea infatti che nonostante la società si trovi in presenza di elementi economici favorevoli “chiude per ben tre anni di fila il proprio bilancio con pesanti perdite per oltre 10 milioni di euro”.
“Di fronte ad un’iniziativa alquanto roboante messa in atto un mese fa dalla Filt Cgil Abruzzo – prosegue la nota – e nella quale sono state chieste espressamente le dimissioni dei vertici aziendali, rendendo pubblici in maniera dettagliata numeri, provvedimenti, circostanze, episodi ma anche precise estrapolazioni dai bilanci ufficiali, ci saremmo aspettati se non proprio delle smentite (abbastanza difficili da sostenere) ma quanto meno dei vani tentativi per tentare di giustificare una simile disfatta.
Invece non è successo assolutamente nulla. L’ordine di scuderia è stato abbastanza preciso: nessuna reazione ma solo tacere e aspettare che passi la bufera. Nel frattempo si sta permettendo a questi signori di continuare a perseverare nei propri errori, producendo
diseconomie per l’azienda attraverso l’indebitamento per l’acquisto di autobus e infrastrutture, le esternalizzazioni delle attività manutentive, la pessima gestione della Società Sistema, gli inaccettabili premi in denaro riconosciuti ai dirigenti che amministrano un’azienda sull’orlo del fallimento e questo solo per fare alcuni esempi”.
“Anche in occasione di una riunione ufficiale fissata per esperire la prima fase delle procedure previste in caso di stato di agitazione del personale, i vertici di Arpa hanno preferito non sbottonarsi rispetto alle tante richieste di chiarimenti avanzate dalla Filt Cgil sulle motivazioni che hanno portato l’Arpa a chiudere gli ultimi tre esercizi con pesanti ed incomprensibili passivi oltre che ad indebitarsi su livelli altisonanti ampiamente noti. Peraltro sul fronte indebitamento abbiamo scoperto di recente che tra i tanti creditori che bussano alle casse dell’Arpa, vi sarebbe anche la stessa Gtm di Pescara, in trepidante attesa, ormai da diversi mesi, di ricevere il corrispettivo dei rifornimenti di metano effettuati sugli autobus di proprietà della Società Arpa”.



“Utilizzando un mese tradizionalmente vacanziero quale quello di Agosto, abbiamo girato in lungo e in largo tutte le sette sedi territoriali Abruzzesi di cui dispone l’Arpa incontrando centinaia di lavoratori dell’azienda, spiegando loro le motivazioni che ci inducano a ritenere che la crisi dell’Arpa non possa e non debba essere sottovalutata. L’attenzione riscontrata tra i lavoratori è stata notevole così come il consenso per l’iniziativa della Filt Cgil di proclamare lo stato di agitazione del personale. Dopo l’esito negativo scaturito dal confronto con l’azienda tenutosi lo scorso 24 luglio 2013, la procedura di raffreddamento va avanti con la richiesta di incontro avanzata al Prefetto di Chieti e che abbiamo provveduto ad inoltrare in data odierna. Ci attendiamo un confronto istituzionale che veda la presenza anche della stessa Regione Abruzzo alla quale chiederemo i motivi per i quali si sta cercando di affossare la più importante azienda regionale di trasporto”.

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