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Pescara, 04/07/2022
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Data: 28/08/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto regionale. Arpa in rosso sindacati dal prefetto. La Filt-Cgil chiede l’attivazione del tavolo di conciliazione e pretende le dimissioni del Cda e del management

PESCARA Il segretario della Filt-Cgil Franco Rolandi ha chiesto al prefetto di Chieti De Marinis l’apertura di un secondo tavolo di conciliazione per la vertenza Arpa dopo il fallimento delle trattative con l’azienda. I lavoratori mantengono nel frattempo lo stato di agitazione. Continua dunque il braccio di ferro tra i sindacati e la società regionale dei trasporti guidata dal presidente Massimo Cirulli. Un mese fa la Filt Cgil Abruzzo denunciò lo stato precario dei conti della società (mille dipendenti, 27 milioni di chilometri ogni anno, 23 milioni di ricavi, ma conti in rosso da tre anni), chiedendo le dimissioni dell’intero Cda e del management. «Le responsabilità del management sono inequivocabili e lampanti», spiega il sindacato, «quando una Società per azioni, pur in presenza di elementi economici assolutamente favorevoli quali la sensibile riduzione della forza lavoro e del costo del lavoro e un consistente aumento degli introiti derivanti dai titoli di viaggio venduti, chiude per ben tre anni di fila il proprio bilancio con pesanti perdite per oltre 10 milioni di euro, che superano perfino lo stesso capitale sociale, non ci sono scuse che tengono.
Quella stessa politica regionale che quattro anni fa decise di nominare senza alcuna incertezza presidente, vice presidente, consiglieri e direttori perché in possesso, almeno teoricamente, di quelle credenziali e di quei titoli necessari ad amministrare la più grande e importante azienda abruzzese di trasporto locale, con altrettanta celerità e determinatezza, dovrebbe prendere atto delle inequivocabili e lampanti responsabilità manageriali che hanno determinato la grave crisi economica/finanziaria dell’Arpa, procedendo pertanto alla loro immediata rimozione».
Il sindacato contesta il silenzio dell’azienda sui conti mentre «continuano l’indebitamento per l’acquisto di autobus e infrastrutture, le esternalizzazioni delle attività manutentive, la pessima gestione della Società Sistema, gli inaccettabili premi in denaro riconosciuti ai dirigenti».
Il sindacato sottolinea tra l’altro che «tra i tanti creditori che bussano alle casse dell’Arpa, vi sarebbe anche la stessa Gtm di Pescara, in trepidante attesa, ormai da diversi mesi, di ricevere il corrispettivo dei rifornimenti di metano effettuati sugli autobus di proprietà della Società Arpa».
Crisi seria dunque per Rolandi che sottolinea «l’attenzione riscontrata tra i lavoratori, così come il consenso per l’iniziativa della Filt Cgil di proclamare lo stato di agitazione del personale. Ora ci attendiamo un confronto istituzionale che veda la presenza anche della stessa Regione Abruzzo».

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